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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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ALLA LETTERA D SI potrebbero affiancare molti sostantivi che hanno attinenza con l’Europa: da disoccupazione a disfattismo, da demagogia a delusione.

Scelgo quest’ultimo perché credo che racchiuda in se’ una serie di sentimenti che possono sintetizzare al meglio lo stato d’animo del cittadino europeo.

Stiamo assistendo, mi riferisco in particolare agli ultimi anni, a una serie di campagne denigratorie nei confronti dell’Unione Europea: da più parti è additata come capro espiatorio per giustificare manovre impopolari, come colpevole dell’austerity e come “matrigna” che impoverisce i propri cittadini.

Tutti questi attacchi mediatici generano confusione e non fanno emergere le vere responsabilità che ciascuno Stato membro deve assumersi, dato che l’attuazione del “rigore” (inevitabile in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo) spetta ai governi nazionali. “Il rigore attuato bene e in modo selettivo, con investimenti nella ricerca, l’educazione, le infrastrutture, crea le condizioni di stabilità e di crescita.

Il rigore fatto tardi e male diventa austerità, che penalizza la crescita” scrive M. Boscarol nel suo testo Alla Scoperta dell’Europa. Pertanto, non si comprende come alcuni Paesi (come la Romania o la Lettonia) siano riusciti a crescere in modo rilevante, pur nel rispetto del rigore del bilancio, grazie alle misure strutturali adottate internamente.

La questione principale è che nessun paese è disposto a cedere competenze che riguardano settori che incidono in modo decisivo sulla competitività, come la regolamentazione del mercato del lavoro, il sistema giudiziario o quello scolastico, la ricerca e le infrastrutture.

 Il processo di costruzione di un’Europa unita passa anche da questo tipo di riforme: i prossimi cinque anni saranno decisivi per il futuro dell’Unione.

Certo, perché nel periodo 2014-2020 l’UE punta ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Questa rubrica nasce anche per informare rispetto alle occasioni che i cittadini europei devono essere in grado di cogliere: ecco alcuni esempi pratici di come l’UE intenda stimolare la crescita, tre opportunità per un nuovo inizio.

Il programma COSME si rivolge alle piccole e medie imprese e punta alla competitività, facilitando l’accesso delle stesse ai finanziamenti, fornendo un sostegno all’internazionalizzazione, supportando la cultura d’impresa e generando norme favorevoli alle PMI.

Il programma ORIZZONTE 2020, dedicato a ricerca ed innovazione, che ha l’obiettivo di stimolare la scienza d’eccellenza, fornendo sostegno alla competitività delle industrie innovative e puntando alla ricerca di soluzioni innovative per una società migliore.

  Il programma ERASMUS+, che riguarda i giovani e la mobilità (importantissima nel mondo che viviamo) e mira a stimolare la cooperazione tra scuola, imprese ed enti locali, a invogliare i giovani a spostarsi per studio, formazione e tirocini, ed indica come priorità questa fascia di popolazione in tutte le politiche europee.

La scorsa settimana, inoltre, ha visto la luce l’iniziativa “garanzia giovani” per favorire l’occupazione giovanile(per il quale dobbiamo ringraziare l’UE e la Youth Garantee) e la sua attuazione dipende anche dai nostri amministratori. Restiamo attenti a quello che succede e difendiamo le nostre garanzie, solo così potremo giudicare l’operato delle istituzioni, locali ed europee, con freddezza e cognizione di causa.

 

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