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Al Sud la carica di M5S
E in Basilicata?

Basilicata

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POTENZA - Basteranno gli 80 euro in arrivo in busta paga, così come promesso dal premier Renzi, a placare la cavalcata degli euroscettici? Per dirla con le parole dello stesso primo ministro se «loro sono la rabbia, noi la speranza», dove “noi” sta per Pd e “loro” essenzialmente per M5S, quale delle due prevarrà alle urne il 25 maggio? L’affermazione del Partito democratico a livello nazionale non dovrebbe essere in discussione. Gli ultimissimi sondaggi,  e in particolare quello di  Ixè e Swg elaborato sulle previsioni di voto per Agorà di Rai3, danno il Pd in vantaggio, tra il 33 e il 35 per cento. Con uno stacco rispetto al Movimento 5 Stelle (che è comunque secondo partito) di circa dieci punti . Quello che preoccupa, però, è il voto al Sud. Dove, i calcoli sulle previsioni di voto disponibili, continuano a dare M5S in testa. Facile immaginare perché l’euro, per gli effetti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, visto da qua giù faccia ancora più paura.

E perché il movimento di Grillo non faccia fatica ad incanalare la rabbia sociale soprattutto nelle aree economicamente più depresse. Certo è che, nonostante ci siano ancora quasi 20 giorni di campagna elettorale, le previsioni spaventano molti.

A partire dal segretario del Partito democratico in persona. Che - come racconta Maria Teresa Meli - dalle colonne del Corsera addirittura si starebbe guardando bene dallo scendere in campo in prima persona per la campagna al Mezzogiorno. Chiaro che tutto si spiega con il tentativo di evitare che la sua faccia venga associata  alla temuta cattive performance del partito.

L’ascesa del Movimento 5 Stelle dà qualche pensiero anche a Gianni Pittella. Il numero due della lista Pd, gioca puntando sulla posta più alta: uscire dal Parlamento europeo in qualità di vicepresidente, per rientrarci da presidente. Fare incetta di voti sicuramente giova alla causa. Il campione di preferenze in Basilicata riuscirà sicuramente a mitigare la carica di delusi e scontenti. Ma la presa dei pentastellati in un voto come quello europeo, dalla forte connotazione politica, non può certo essere derubricata a semplice preferenza al candidato lucano, Pier Nicola Pedicini.  Se sui territori i candidati 5 Stelle non riescono più di tanto a far leva sulle corde emotive degli elettori, la tromba di Grillo, questa volta, potrebbe suonare più forte anche per loro. Un pò come è già stato per le scorse elezioni politiche, quando il Movimento 5 Stelle riuscì ad affermarsi come primo partito, non solo in molte aree della Basilicata, ma anche nella stessa città capoluogo.

Non tanto da mettere in difficoltà il lanciatissimo eurodeputato lauriota, proiettato verso un’ascesa che pare difficilmente ostacolabile. Certo è che, invece, la chiamata alle urne degli sostenitori dell’operazione anti euro potrebbe far muovere qualcosa anche nel voto per le amministrative. E viceversa. Nei comuni come Venosa, a esempio, dove la lista dei pentastellati sembra avere molti numeri a favore.

I fattori che incidono sul voto comunale sono variegati, soprattutto a Potenza, con i ben 636 candidati in campo. Ma la lezione di poco più di anno fa vale la pena tenerla presente: mai sottovalutare possibili sorprese.

m.labanca@luedi.it

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