Salta al contenuto principale

Alla prova del(primo)voto
Maggiorenni a due giorni dalle elezioni

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 9 secondi

POTENZA - Laura una sua idea di città ce l’ha. E ogni volta che ne parla torna inevitabilmente al tema che la tocca più da vicino: «È che per noi ragazzi servirebbero più spazi per interagire, discutere, incontrarci insomma».

Di politica non si è mai dovuta occupare. Non più del necessario. «È che fino ad ora sembrava una cosa così lontana». Fino ad ora, però, perché Laura compie diciotto anni tra poco e poi potrà andare a votare.

Diventerà maggiorenne a due giorni dal voto. Le elezioni europee e quelle comunali di Potenza, la sua città, saranno le prime da affrontare.

Maggiorenne il 23 maggio, due giorni dopo al seggio fresca fresca di scheda elettorale.

In città la conoscono in tanti per la carriera sportiva appena cominciata e già piena di soddisfazioni. Ala della Basilia basket Potenza (l’anno scorso in serie A3, questa stagione in serie B). Poi, in doppi tesseramento, con il Minibasket Battipaglia ha partecipato alle finali nazionali under 19.

Palestra e scuola, studentessa al liceo scientifico Galilei del capoluogo, in quarta A.

«Da qualche tempo ho cominciato a guardarmi attorno, a voler capire meglio. Di politica ho sempre ascoltato, a casa, a scuola, ma non mi sono mai sentita coinvolta molto. Almeno fino a poco fa. Ora mi tocca».

Le tocca, spiega, capire meglio, con più consapevolezza.

Certo, mica facile affrontare il tema se la pratica comune è un linguaggio così lontano da quello della sua generazione. «Anche sui temi, ecco, credo ci tengano un po’ fuori». Eppure, dice, ad ascoltarli di più, i giovani della città qualche cosa da dire - da chiedere - l’avrebbero.

Si racconta curiosa e incuriosita.

Ogni tanto sbircia i manifesti in giro che tappezzano la città, qualche volta si imbatte nei santini che finiscono nel suo stream di Facebook. Ma nella maggior parte dei casi della città che vorrebbe parla a casa, magari ascoltando il telegiornale.

«Un po’ è colpa nostra, della mia generazione che forse non si interessa molto di quello che accade e di quanto, invece, potrebbe fare. Un po’ però dipende dalla distanza che la politica ha messo con il nostro mondo».

Pensando alla città ideale, allora, una richiesta su tutte: più spazi per i ragazzi. Perchè l’uscita cittadina non sia più solo la vasca in via Pretoria che finisce lì.

s.lorusso@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?