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Santarsiero "irrompe" nelle comunali
"Basta con bugie e cattiverie"

Basilicata

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POTENZA - «Sono del Pd, sostengo Petrone sindaco e il centrosinistra in piena coerenza con la mia storia politica e istituzionale e per le europee sono con Gianni Pittella», detto questo aggiunge: «Mi aspettavo una campagna elettorale fatta di contenuti e confronti sul futuro di Potenza. Assisto invece a troppi attacchi personali, a troppe strumentalizzazioni e a troppe bugie».

E’ un fiume in piena il sindaco uscente del capoluogo di regione, Vito Santarsiero che dopo aver subito attacchi nelle prime settimane di campagna elettorale passa al contrattacco.

Ce l’ha con Roberto Falotico?

«Sul piano personale nulla da dire. Sul piano politico molto invece. Falotico non rappresenta e non può rappresentare il centrosinistra. E’ una bella pretesa la sua di voler rappresentare anche una sola parte del centrosinistra. Mi spiace dirlo ma è il vecchio e l’incoerenza».

Perchè?

Cinque anni fa dopo aver fondato i Dec è stato uno dei grandi protagonisti della campagna elettorale del centrodestra alle comunali e alle provinciali. L’anno successivo è stato poi direttamente candidato alle regionali con Pagliuca. Successivamente è stato protagonista della nascita di Per, poi si è avvicinato all’Mpa di cui è stato segretario regionale, poi ancora ha aderito all’Udc, per poi approdare infine, a Realtà Italia. Ricordo anche che è stato presidente del Consiglio comunale di Potenza, vice presidente della Provincia e 2 volte assessore regionale con il centrosinistra prima e con l’Udc poi. Se la politica ha un senso, un cammino siffatto, non esprime nè coerenza, nè tantomeno visioni e rivoluzioni. Esprime invece, trasformismo e nomadismo politico accompagnato dal tentativo di utilizzare strumentalmente il presidente Pittella trascinandolo in uno scontro che nessuno vuole. Incredibilmente Falotico, esterno al Pd, vive questa campagna elettorale come fosse un congresso del Pd. Falotico è francamente espressione della vecchia politica, circondato dal rigurgito di vecchi gruppi di potere che tendono a rilanciarsi e ricollocarsi attraverso la sua candidatura».

Parole durissime. E’ un attacco a 360 gradi contro il candidato sindaco Falotico...

«No è solo la risposta a una campagna elettorale che non parla del futuro della città ma di altro. Con Cannizzaro, anche lui usurato ed  espressione dei vecchi, Falotico sta sviluppando una campagna elettorale tutta basata sul discredito e sulla diffamazione di altri e su clamorose bugie. E’ il segno della loro debolezza. Paradossalmente Falotico, ma anche Cannizzaro, parla di debito e cemento dopo essere stato uno dei grandi protagonisti della vita amministrativa cittadina».

Ma quali sarebbero queste bugie?

«Non sanno leggere i numeri del bilancio».

In che senso?

«Non conoscono le norme del Tuel (Testo unico enti locali) che dà la definizione di indebitamento e di come si calcola. Il debito strutturale della città di Potenza quest’anno scenderà sotto i 100 milioni. Fa specie che chi si candida ad amministrare non sappia distinguere il debito strutturale, che da noi è sceso da 170 a 100 milioni di euro con grandi sacrifici ed è certificato dagli organi contabili., da altre voci che non rappresentano un debito ma che sono anticipazioni di tesoreria, partite di giro e spese di funzionamento tra cui il pagamento degli stipendi. E dirò di più. Se avessimo dovuto tener conto di queste voci il debito da noi ereditato sarebbe stato pari a circa 20 milioni. Ma sarebbe insensato dirlo. Posso solo dire che tutti i candidati dovrebbero essere contenti di poter trovare un bilancio con i conti a posto».

Intanto rimane tutta la questione del cemento che le viene contestata. Anche su questo cosa risponde?

«Pure su questo Falotico non vuole ammettere il risanamento in atto e non vuole parlare delle nuove e rivoluzionarie regole del regolamento urbanistico. Potrebbe spiegargliele Alessandro Singetta, suo alleato, che il regolamento urbanistico lo ha seguito e approvato. La verità è che Falotico è tutto arroccato alla difesa del vecchio modo di fare urbanistica e degli interessi ad esse connessi, a partire da via del Gallitello, rovinata come Macchia Romana e altre zone della città proprio da quella politica che si vuole far ritornare».

Ma quindi che campagna elettorale dovrebbe essere?

«Occorre pensare ai potentini. Non si può pensare di trasformare la campagna elettorale in una rissa permanente in funzione dei propri destini personali. Una classe dirigente offre un segnale importante quando riesce a fare a un passo indietro, mettere da parte i propri conflitti e organigrammi e favorire una serena discussione di merito. A noi interessa il futuro della città. Falotico non ha fortuna. In tale quadro, Petrone rappresenta la vera rivoluzione. Lo scontro è tra chi vuole rancore, linciaggio politico e chi vuole serenità. I potentini hanno bisogno di serenità e non di rancore».

Ci sono anche altri candidati sindaco...

«Certo. E mi sento di dire che Dario De Luca è un ottimo professionita. E difatti è lui il vero interlocutore politico di Petrone. Nel confronto con lui emergono le differenze profonde di impostazione e di programmi sul ruolo dell’Europa, sulla sicurezza, sull’accoglienza, sullo Stato sociale, sull’economia, sul ruolo degli enti locali, sul Sud. E proprio su tali elementi e sulle differenze con la destra che il centrosinistra e Petrone hanno la presunzione di essere la vera e unica prospettiva per un futuro equilibrato e compatibile».

E su Giannizzari e Di Bello?

«Cinque Stelle e Di Bello esprimono una protesta senza proposta e contro le istituzioni, del tutto lontana dalla città e dalla sua storia».

E Perchè Luigi Petrone sarebbe migliore di tutti gli altri?

«Rappresenta il nuovo. E’ una scelta di qualità. E’ il diverso credibile e affidabile in un momento di antipolitica e di forte crisi sociale ed economica. Con una assunzione di responsabilità seria un gruppo dirigente ha fatto un passo indietro. In tale contesto e con un centrosinistra compatto è stato un fatto naturale non fare le Primarie. Petrone è inoltre espressione della migliore classe professionale potentina, con una sana formazione cattolica e quelle forti radici democratiche proprie della migliore tradizione cittadina».

Intanto Petrone sembra aver preso le distanze anche da lei e dalla amministrazione uscente. Cosa risponde?

«Non è vero. E’ stata una lettura eccessiva. Io ho condiviso la scelta di candidare Petrone. E dico che lui fa bene a rivendicare autonomia. Ogni sindaco inevitabilmente apre una nuova stagione. Luigi partirà da quanto abbiamo fatto e dai problemi da affrontare».

Lei comunque è stato sindaco di Potenza negli ultimi 10 anni. E’ inevitabile che in campagna elettorale per la sua successione sia nell’occhio del ciclone...

«Ma è mio dovere, anche per onorare la verità, difendere dieci anni di esaltante vita amministrativa. Gli stessi uomini di Falotico hanno approvato bilanci e provvedimenti. Mille alloggi di edilizia sociale, un nuovo cimitero, nuovi parchi, tre nuove scale mobili, riqualificazione di piazza Prefettura e di via Pretoria, Palazzo Loffredo, Palazzo D’Errico, Teatro Stabile. E ancora riqualificazione del nodo ospedaliero, del nodo complesso con la realizzazione di sottopassi, con la riqualificazione anche del sistema scolastico. Potrei continuare con il risanamento economico, con tanta cultura e tanta identità in più con una strategia chiara per Potenza 2020 con una strategia già immaginato per il nuovo ciclo di programmazione europea e altro ancora. Insomma sono stati 10 anni come mai nella storia della nostra città che ha visto crescere, sì crescere, la propria ricchezza e non ridurla. Solo il vecchio della politica, la non conoscenza e le bugie del rancore possono dare un’immagine falsa della realtà e far del male alla nostra comunità».

Per chiudere. Ma ora che ha parlato intende fare una sua personale campagna elettorale pro Petrone fino al 25 maggio?

«Ho sostenuto Petrone e continuerò a fare campagna elettorale per lui, per il Pd e per il centrosinistra. Ma ora che siamo più vicini alle elezioni è chiaro che a ogni bugia che ascolterò dagli altri candidati nei miei confronti risponderò con decisione e immediatezza. Basta bugie».

s.santoro@luedi.it

 

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