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D’Alema a Potenza presenta il suo libro
"Non c’è altra strada che l’Europa"

Basilicata

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POTENZA - Non c’è altra via che l’Europa. E il voto del 25 maggio non sarà un referendum tra i fautori e i contrari. Esiste una terza via: stare in Europa per cambiarla. Renderla più unita e autorevole. Dare ad essa un’identità politica più forte, per superare quei limiti che più spesso l’hanno fatta avvertire come una maledizione e non come un’opportunità. E questa è la via che propone il Partito democratico. «L’unico vero voto possibile», dice Massimo D’Alema dal palco del Principe di Piemonte.

Per un’Europa più “amica” dei cittadini, che non sia un ostacolo, ma una marcia in più per gli obiettivi di crescita e di nuovi posti di lavoro, superando la tecnocrazia dell’euro in cui è rimasta intrappolata, «perché la moneta «è uno strumento, non il fine».

Ma anche per rafforzare il ruolo dell’Italia, con un’affermazione del partito di Governo.

A Potenza per presentare il suo libro, “Non solo euro”, su invito della Fondazione di Basilicata Futura, D’Alema interviene insieme al capogruppo alla camera, Roberto Speranza e il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza. Ma l’intervista del caporedattore  Rai, Oreste Lopomo, è rivolta soprattutto a lui.

Un appuntamento che cade in piena campagna elettorale e non per caso. Perché a Bruxelles bisogna mandare «gli uomini giusti, rispettabili e rispettati. «Politici competenti, d’esperienza e che conoscano le lingue». Credibili. «E non credo che i parlamentari del Movimento 5 Stelle lo siano. Non funziona come nel loro spot, dove si sbattono i pugni sul tavolo per farsi ascoltare.

Al Parlamento europeo li prenderebbero a calci nel sedere. Siamo stati rappresentati da Ciampi e Prodi. Non avevano bisogno di picchiare i pugni sul tavolo.

Tutti ascoltano, e zitti».

Perché l’Italia paga anche lo scotto di una rappresentanza politica non adeguata e di una classe dirigente non qualificata, com’è stato con Berlusconi. «Certo, se dopo 25 anni, lo vedessero ancora, si metterebbero a ridere. Berlusconi, che ora tuona contro lo strapotere della signora Merkel, evitando di precisare che in Ue fa parte del suo stesso partito. Chi vota lui, non fa altro che rafforzare l’egemonia tedesca».  

Certo - aggiunge - «la cavalcata di Grillo è solo nelle redazioni dei giornali.

Perché dai sondaggi rimane al 25 per cento, come era stato per le Politiche. La vera avanzata, invece, è quella del Partito democratico, in netto aumento rispetto a un anno fa. E questo, va detto, anche grazie al premier Renzi».

E rispetto alle candidature del Pd, precisa: «Non sono un fautore della rottamazione, e non per difesa di interessi personali. Mi sono autorottamato per scelta, ma credo che nelle istituzioni ci sia necessariamente bisogno della giusta sintesi tra novità ed esperienza. Ad ogni modo - aggiunge - non ho alcun rancore verso chi è sfuggito alla decapitazione. E mi riferisco al mio amico Gianni Pittella».

A dichiarare pubblicamente dal palco il sostegno all’eurodeputato lauriota, il presidente Speranza. Che esalta anche l’altro candidato del Pd per la circoscrizione Sud, presente in sala, Massimo Paolucci. Con una piccola parentesi, da parte del capogruppo,  rispetto al comune di Potenza. A difesa del sindaco Santarsiero, contro gli attacchi della campagna elettorale. «Vito in questi dieci anni  si è speso generosamente per la sua città. E questo gli va riconosciuto».

Oltre a Santarsiero, in sala anche il sindaco Adduce, e molti altri primi cittadini dei comuni lucani e segretari di circolo. Oltre agli immancabili, chiaramente, come Antonio Luongo.

m.labanca@luedi.it

 

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