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D'Alema lancia Mario Oliverio alla presidenza
E Gentile passa al contrattacco: «Faremo le primarie»

Calabria

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CATANZARO - Massimo D'Alema, in Calabria per alcune iniziative, lancia Mario Oliverio quale candidato alla presidenza della Regione Calabria. Tutto questo, mentre il senatore Antonio Gentile, coordinatore calabrese del Nuovo centro destra, annuncia l'intenzione di effettuare le primarie per scegliere il candidato della coalizione. Si scaldano, dunque, i motori per le elezioni regionali (LEGGI IL SONDAGGIO).
D'Alema è intervenuto ad una manifestazione a Cosenza, affermando: «In questo momento la personalità di maggiore spicco è Mario Oliverio, anche per la sua esperienza di governo. Si presenta come personalità forte».
«In Calabria - ha aggiunto l'esponente del Pd - si faranno le primarie se ci saranno i candidati. Io non lo so, non dipende da me. Il Pd in Calabria ha le carte in regola per tornare alla guida della Regione e porre fine all’esperienza di centrodestra, assumendo le responsabilità diretta della Regione. E’ questa la prospettiva a cui bisogna puntare». «Per le regionali - ha proseguito - bisogna che si voti al più presto. Prima finestra utile è novembre. No al vuoto democratico, sarebbe un vulnus per le istituzioni. La Calabria ha bisogno di una guida».
E mentre l'esponente nazionale dei democratici prova a chiudere il cerchio sul nome dell'attuale presidente della Provincia di Cosenza, Gentile scommette sulle primarie a chiama in causa lo stesso D'Alema: «Le primarie per il candidato a Presidente della Regione le faremo ma non a spese dei contribuenti. Sarà un appuntamento importante del dopo europee e lo concorderemo con gli alleati. Non sono un totem per noi, ma le preferiremmo come metodo».
«Non abbiamo timore del centrosinistra che insegue i suoi vecchi persecutori - prosegue il senatore - o che delega a D’Alema il compito di indicare la strada ai calabresi. D’Alema è interessante su alcune analisi, ma prospetta percorsi politici consunti». Gentile definisce «esilaranti alcuni recenti pseudo sondaggi: si tratta di solite manovre leniniste pensate da apprendisti stregoni locali: persone simpatiche ma non competitive». Il senatore aggiunge che «Magorno non deve abbaiare alla luna: parla continuamente di andare al voto ma quando ha chiesto ai suoi consiglieri di dimettersi non gli hanno nemmeno risposto. C'è un aspetto preoccupante nella politica che lega trasversalmente i poli e riguarda quei politici autoreferenziali, figli del Porcellum, che uniscono dilettantismo a sicumera. Non bisogna buttare alle ortiche i passi in avanti fatti sulla spesa comunitaria : su questo ci battemmo insieme a Tremonti e in Calabria molto è cambiato». Infine un cenno alle amministrative: «A Rende e a Montalto Uffugo puntiamo a un grande successo di lista e di coalizione. In molti piccoli comuni vinceremo con amministratori giovani».

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