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Cannizzaro contro Santarsiero e De Luca
Reazione all'intervista rilasciata dall'ex sindaco

Basilicata

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POTENZA - Arriva Quagliariello a Potenza. C’è tutto lo stato maggiore del partito di Angelino Alfano di Basilicata. E’ raggiante l’ex deputato e attuale coordinatore lucano del Nuovo centro destra, Vincenzo Taddei. Mostra il sorriso dei bei giorni anche il senatore Guido Viceconte. Con loro nel pomeriggio potentino c’è anche l’eurocandidato Gerardo Brusco (campano) che cerca voti utili per l’elezione a Bruxelles in Basilicata.

Ma soprattutto c’è il candidato sindaco di Potenza che è sostentuto proprio dal Ncd con l’Udc e Forza Italia, Michele Cannizzaro che ci mette poco  a infiammare ancor di più la sfida elettorale. Cannizzaro quindi prende la scena e replica a Santarsiero. «Attenti potentini, l'ex-sindaco, vuole decidere sindaco e opposizione».

Le considerazioni dell’ex Direttore generale del San Carlo sono queste: «Nel 2013 mi sono candidato con i Popolari uniti, partito regionale. Allora ho denunciato le inefficienze del Pd e delle stampelle che lo hanno sorretto nel governo della Regione e della città. Ho denunciato anche il consociativismo del centrodestra nei confronti del centrosinistra. Alla luce di queste considerazioni prendo atto che in questa tornata elettorale c’è la gran parte del centrodestra che ha fatto autocritica e ha scelto un candidato esterno ai partiti. Mentre una piccolissima parte del centrodestra ha tirato fuori all’ultimo momento un candidato di rittura, persona stimale, ma con qualche sospetto da parte mia che questa scelta possa essere stata suggerita dal centrosinistra. Oggi sul Quotidiano della Basilicata leggo le dichiarazioni del  sindaco Santarsiero che ancora una volta che ancora una volta si proclama colui il quale può scegliere il candidato sindaco del centrosinistra e cioè l’avvocato Luigi Petrone e si sceglie anche chi deve stare all’opposizione e cioè l’ingegnere De Luca. Allora io dico che se l’intuizione di Cannizzaro poteva essere valida o non valida, ora diventano certificate dalla dichiarazioni di Santarsiero». Insomma da Cannizzaro bordate a quelli di centrodestra che hanno scelto la “diaspora” con De Luca e all’ex sindaco di Potenza.

Cannizzaro in una nota ha poi aggiunto: «L'ex sindaco Santarsiero, dopo aver consegnato ai potentini, una città degradata, inefficiente e in gravissimo deficit finanziario - come si evince dai dati del bilancio comunale resi pubblici – ha già di fatto incoronato  Petrone come prossimo sindaco di Potenza e Luca come suo partner ideale, attribuendogli un ruolo di opposizione nel prossimo consiglio comunale, probabilmente più comodo e funzionale alle esigenze del centro sinistra. Strano a questo punto che lo stesso Petrone disconosca la continuità della sua figura con la precedente amministrazione, trincerandosi dietro l'apparente vessillo del cambiamento».

Comunque l’ospite d’onore era il coordinatore nazionale del Nuovo Centro destra, Gaetano Quagliariello che si è soffermato sulle questioni più nazionali. In particolare sulle vicende giudiziarie, Quagliariello ha risposto: «Per chi tiene all’Italia non è una bella cosa. In questi casi l’atteggiamento più giusto è quello di rispettare il lavoro della magistratura e il diritto costituzionale di difesa. E’ però evidente che nessuno può chiedere impunità, nessuno lo può pretendere, ma nessuno può neanche emettere delle condanne preventive: questo è anche l'atteggiamento di una politica che deve tornare a essere normale, e che deve affrontare la magistratura in maniera normale».

«Ora - ha  sottolineato ancora  Quagliariello - aspettiamo di vedere le carte, ma tutto questo non deve ricadere sull'Italia, e non deve pagarlo il Paese. L’Expo deve andare avanti, se ci sono mele marce le dobbiamo scartare, ma il Paese non deve perdere questa occasione». 

Passaggio quindi di Quagliariello sulla questione riforme e sulla maggioranza che governa il Paese: «Abbiamo fatto un altro passo in avanti: le riforme non appartengono a Berlusconi o a Renzi, ma servono all’Italia».

Il coordinatore nazionale ha quindi sottolineato: «Senza Ncd non ci sarebbero le riforme, e nemmeno questa legislatura. Non abbiamo mai posto un problema di parte o di persone, non ci siamo messi di traverso quando le riforme sono state fatte grazie a un accordo all’ora del caffè tra Renzi e Berlusconi, e non ci siamo messi di traverso quando qualcuno doveva fare un passo indietro dal Ministero perché per noi il fatto che la politica sia vocazione, e il fatto che su certe cose viene prima l’Italia, non è uno slogan, è qualcosa a cui cerchiamo di dare corpo ogni giorno».

s.santoro@luedi.it

 

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