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"Ex sindaco reticente fino all’omissione
sui debiti che lascia a chi gli succederà"

Basilicata

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POTENZA - Caro Direttore, riguardo all’intervista concessa dal Suo giornale al sindaco uscente di Potenza, Vito Santarsiero, vorrei che mi desse gentilmente la possibilità di replicare, esclusivamente in merito al punto che riguarda il bilancio, poiché tutto il resto è “fuffa”, come si dice in gergo, nel senso che saranno i cittadini a decidere chi rappresenti il nuovo e chi il vecchio, così come a loro sarà demandato il giudizio sulla città che Santarsiero lascia in eredità a tutti noi: a nulla servono le autocelebrazioni, la realtà è tangibile.

Sul bilancio invece, siccome molto superficialmente mi si accusa di non saperlo leggere, vorrei essere ancora più preciso, fino alla crudezza.

La verità è che a differenza dell’ex sindaco Santarsiero non amo giocare con le cifre e men che meno farne uso strumentale. Quando Santarsiero, ricorderete, polemizzò con il sindaco del dopo terremoto, Gaetano Fierro, diligentemente mise insieme tutte le voci del debito, sia quelle strutturali che quelle derivanti da spese correnti per forniture di beni e servizi.

Esattamente come ho fatto io, o meglio, come di prassi va fatto poiché l’ipotesi di un’eventuale insolvenza del Comune non poggia sul debito strutturale (regolarmente pagato ed al pagamento del quale il tesoriere è obbligato per legge a finalizzare prioritariamente le entrate del Comune) bensì sul debito corrente per fornitura di beni e servizi.

Puntuale, dunque, Santarsiero, nella descrizione dei debiti ereditati, reticente, fino all’omissione, sui debiti che lascia a chi gli succederà. Ebbene, la situazione contabile al 31 dicembre 2012 – stiamo aspettando che si renda noto il consuntivo 2013 – è esattamente la seguente: debito strutturale (mutui e prestiti obbligazionari 116 milioni di euro (al 31.12.2003 erano 106 milioni e poco più); debito corrente per forniture di beni e servizi nonché per anticipazione di terzi, al 31 dicembre 2012, 78,3 milioni (nel 2003 erano 60,2).

Dal che si evince che Santarsiero ha iniziato il suo mandato con 166 milioni di debito complessivo e lo ha terminato con 194 milioni di debito. A commento di queste cifre, inconfutabili, mi permetto di aggiungere soltanto una breve considerazione: il rilancio della città deve partire dall’analisi e dal resoconto oggettivo della situazione esistente; solo così si potrà essere credibili e pensare di programmare correttamente tutte le azioni necessarie a risolvere una situazione tanto complessa. Ma credibile non può essere chi dice che 110 o 190 milioni sono in fondo la stessa cosa. Vogliamo provare a chiedere cosa ne pensano i cittadini!?

 

 

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