Salta al contenuto principale

Intervista a Santochirico: "Sono felice
Ricomincio a fare politica da Matera"

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 13 secondi

POTENZA - Le dimissioni del presidente De Filippo sono state «un errore», ma resta da capire se «di leggerezza o di calcolo». Come pure la scelta di parte del Pd di non candidare gli indagati, «che ha poi portato a un certo esito», in cui non si fatica a riconoscere la cavalcata vincente di Pittella.

E’ felice Vincenzo Santochirico per il proscioglimento dal processo sulla gestione dei rimborsi per i membri del parlamentino di via Verrastro. Risponde al telefono da Matera, e non dimentica di rivolgere un pensiero anche ai suoi ex colleghi.

«Penso di essermi comportato sempre in maniera eticamente corretta e che questa pronuncia del giudice vada in questa direzione. Ma mi auguro che anche altri consiglieri possano dimostrare la loro innocenza perché ritengo che accanto a fenomeni di malcostume ci si tanta buona politica che può continuare a essere tale e non deve essere omologata».

Come sarebbe andata senza queste accuse?

«Non c’è dubbio che se non fossi stato indagato io mi sarei candidato alla presidenza della Regione. Volutamente dopo la conclusione dell’esperienza regionale ho ritenuto di concedermi una pausa tornando alla mia professione nel mio studio».

Chiederà un risarcimento politico?

«E’ ovvio che questa pronuncia mi mette in condizione di serenità per immaginare un ruolo un po’ più attivo. Ma non mi aspetto niente né chiedo niente. Sono lontano da categorie del genere. Resto critico su come per molti aspetti su come è stata affrontata questa vicenda: dalle dimissioni alla scelta di non candidare gli indagati, una valutazione indistinta e in parte contraddetta».

Ce l’ha col documento votato dalla direzione del Pd?  

«In realtà si è trattato di un’impostazione che ha preso piede prima dell’estate dando un giudizio totalizzante su quella vicenda. Di fatto la si è sopravvalutata pur essendo molta seria, perché la trasparenza e la pulizia restano requisiti fondamentali della politica». 

E’ mancato il garantismo?

«Non è un problema di diritto ma di politica. Si sono sovrapposte a un criterio che già esisteva altre valutazioni non so quanto in maniera disinteressata. La verità è chje bisogna evitare che sui fatti giudiziari si innestino calcoli politici. La politica deve pensare ai problemi non ai processi».

Il futuro?

«Ho a cuore il dibattito sul destino di questa regione ma anche quello sulla mia città, Matera ed è da questo che avrei voglia di ricominciare».

L’appuntamento con le amministrative è vicino.

l.amato@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?