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Il tour elettorale di Vendola, leader di Sel
"Non sempre col Pd, a Potenza sì"

Basilicata

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Arriva Vendola in Basilicata per spiegare ai lucani che “un’ altra Europa è possibile con Tsipras”. Il leader nazionale di Sel però non evita le questioni amministrative. E’ a Potenza al Principe di Piemonte in serata (nel pomeriggio è stato a Matera) in compagnia di alcuni candidati consiglieri comunali della lista Sel e del candidato sindaco del centrosinistra, Luigi Petrone.

E Vendola chiarisce la diferenza tra la scelta unitaria insieme al Pd al Comune di Potenza per Petrone e quella solitaria alle scorse regionale quando la Sel non sostenne Marcello Pittella.

Vendola chiarisce alla stampa: «Bisogna chiederlo ai compagni di Potenza. Io sono solo un leader nazionale di un partito. Non sono il boss che da Roma decide tutto». La prende alla “larga” ma poi entra nel merito: «Quando con il Pd è possibile creare un’alleanza lo facciamo. Quando nel Partito democratico prevalgono propensioni di altro tipo diventa un partito che tutela interessi forti piuttosto che gli interessi delle persone più deboli allora i miei compagni si ribellano perchè non siamo una ruota di scorta del Pd. Cerchiamo di dare un contributo soprattutto a cercare di cambiare la storia di una città, di una Regione e di una nazione. Lo facciamo secondo i nostro ideali e le nostre bandiere. Quando è possibile quindi facciamo gli accordi anche con il Pd. Quando non è possibile invece, non vendiamo l’anima al diavolo. E con Pittella evidentemente non è stato possibile».

Questo per le comunali. Poi il discorso si è allargato alle europee dove la Sel sostiene Tsipras. Così il leader nazionale: «L’altra Europa è possibile a due condizioni. Che si mandino al diavolo i finti medici che ordinano sempre cure che ammazzano l’ammallato e che chiedono alle nostre società di fare a meno della rete dei servizi sociali. L’altra Europa è possibile però se non viene avvelenata dal populismo, dal nazionalismo, dal razzismo. Troppi politicanti urlanti che incendiano le piazze e che cercano di distruggere, distruggere, distruggere. Cosa che minaccia l’Europa. Ci sono troppi incendiari e pochi pompieri nel teatro della vita pubblica. L’altra Europa con Tsipras è l’idea invece che l’Europa non solo va difesa ma va anche salvata dai suoi nemici e rilanciata. Ma a condizione che sia un’Europa dei diritti e che protegge i bambini. Che metta al centro il lavoro come diritto. Europa che non abbandona i malati per strada. Non un’Europa che insegue il privilegio e da forza al privilegio finanziario e alla banche».

Sul Mezzogiorno quindi Nichi Vendola ha aggiunto: «L’Europa cattiva è quella che prima ha pensato di fare a meno della Grecia e poi di tutta la sua parte meridionale. E’ cattiva quell’Europa che pensa che tutto il Sud, non solo il nostro Sud, sia una palla al piede». Un passaggio anche sulle inchieste e gli arresti legati all’Expo di Milano: «La corruzione sembra accompagnare come un’ombra qualunque grande evento, qualunque grande opera e la causa sembra consistere nell’altalena continua che vi è tra la lentezza estenuante della burocrazia e i tentativi di velocizzare, secondo modelli emergenziali. Mafiopoli oggi chiede conto a FI della sua intera storia».

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