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"E ora come può governare Pittella?"
L'attacco Sel, il governatore: "Resto"

Basilicata

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Il consiglio regionale della Basilicata, nel corso della riunione che si è svolta oggi a Potenza, ha deciso di presentare un ricorso alla Corte costituzionale «per conflitto di attribuzione su controllo della Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per la Basilicata - sui rendiconti dei Gruppi consiliari per l'esercizio 2013».

La decisione è stata presa a maggioranza (con il voto contrario dei due consiglieri del M5S). 

Il Consiglio regionale ritiene che «le deliberazioni della Corte dei Conti sui rendiconti dei gruppi consiliari relativi all’anno 2013 siano lesive dell’autonomia e delle competenze costituzionali della Regione: un’analoga iniziativa è stata assunta anche da altre Regioni». 

Nel frattempo, è ancora accesa l'attenzione sul caso Rimborsopoli per cui ieri sono arrivati la prima condanna (per l'ex assessore alla Sanità, Attilio Martorano, accusato di peculato e falso) e numerosi rinvii a giudizio (quasi tutti i consiglieri regionali uscenti o in corso di mandato finiti nell'inchiesta sui rimborsi gonfiati). 

«Dire che noi lo avevamo detto a tempo debito è oggi una magra soddisfazione - dice Maria Murante, cooridnatrice lucana di Sel - Non occorrevano doti divinatorie particolari, infatti, per immaginare che in larga parte gli indagati per la “rimborsopoli” lucana sarebbero stati rinviati a giudizio. Non era necessario essere raffinati politologi, inoltre, per ritenere che ben altre valutazioni di opportunità avrebbero dovuto orientare le scelte del PD regionale alla vigilia delle sue primarie per la individuazione del candidato presidente (dice niente la Sardegna?)».

Il punto: «Non possiamo esimerci dal considerare che, quando la politica abdica alle sue funzioni, quando rinuncia a scegliere con nettezza, quando smette di inviare segnali convincenti di inversione di rotta ad un elettorato già disilluso, smarrito e frustrato da una crisi devastante, in quel momento esatto “si scava la fossa”». 

«Qualunque cosa si ritenga giusto che accada, sul piano del buon gusto e del buon senso, infatti - agiunge Murante - ora non si può sfuggire ad un interrogativo: è compatibile con la sua permanenza in carica la posizione di un presidente rinviato a giudizio in processo che vede la Regione costituita parte civile? Come se ne esce, se si vuole conservare un briciolo di credibilità alla politica e alle istituzioni?».

Ma proprio il presidente Marcello Pittella ha affidato a una dichiarazione la propria posizione: «Prendo atto con rispetto della decisione della magistratura - ha detto - Sono sereno e fiducioso perché avrò finalmente l’opportunità di difendermi, facendo venire alla luce la verità dei fatti, certo come sono di non aver commesso alcun reato. In attesa proseguirò con immutato impegno il lavoro di governo avviato per il bene dei lucani». 

 

 

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