Salta al contenuto principale

Pd lucano, tra dubbi congressuali
e le elezioni alle porte

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 3 secondi

 

POTENZA - Girando per i corridoi del Consiglio regionale, ieri,  è risultato evidente che nel Pd le elezioni amministrative sono vissute con ansia e per qualcuno (Santarsiero e poi Polese) anche in maniera importante,  ma il vero pensiero si chiama congresso regionale. E su questa scacchiera che i big stanno muovendo i propri pezzi.

La partita è però ancora alla fasi iniziali. Certo c’è la spada di Damocle dell’ultimatum inviato da Luca Lotti (braccio destro di Matteo Renzi) da Roma a Potenza: o congresso entro l’8 giugno o commissariamento. Ma sono questioni di carattere più burocratico - amministrativo che politico. Perchè la verità è che il Partito democratico di Basilicata (incredibilmente visto tutto il tempo che ha avuto a disposizione) non è ancora pronto. E probabilmente non sarà pronto almeno fino a settembre prossimo. Per questo non è da escludere che il Pd lucano trascorra un’estate dietro la lavagna (con un commissario deciso da Roma) per presentarsi poi al congresso autunnale con qualche idea chiara in più.

Ad ogni modo se ne saprà di più dopo le elezioni amministrative ed europee del 25 maggio. Fino ad allora non si muoverà nulla. Poi sarà convocata una riunione della Direzione in cui potrebbe emergere di tutto.

Lo stato dell’arte al momento è questo: ci sono tre candidati alla segreteria che sono Antonio Luongo, Luca Braia e Dino Paradiso. Ma per molti non è ancora esclusa la strada unitaria. Almeno negli auspici. Ma di fatto non c’è nulla ancora.

La sensazione è che il quadro potrebbe semplificarsi se insieme al congresso venisse compiuto dal governatore Marcello Pittella anche il rimpasto di giunta. Con Luca Braia assessore regionale magari insieme a Vincenzo Santochirico (che dopo essere uscito pulito da rimborsopoli si aspetta di certo non solo una pacca sulla spalla) gli equilibri potrebbe essere più facili da trovare. Ma siamo nel campo delle ipotesi.

Al momento l’unica ipotesi unitaria avanzata è quella di Luongo ma che non viene nemmeno ascoltata dai renziani. In tutto questo non mancano le ruvidità. Da ambienti ben informati, pare addirittura che Luongo abbia provato a proporre uno schema che vede Lacorazza e Braia messi ai margini. Complicato. Del resto da ambienti vicini al presidente del consiglio regionale non viene nemmeno esclusa la possibilità che lo stesso Lacorazza alla fine (se il congresso dovesse svolgersi a settembre) metta in campo la propria candidatura. Sicuro del sostegno di Vincenzo Folino e Roberto Speranza. Tutte ipotesi. Nella stessa maniera si parla anche di una risalita di Margiotta quale candidato unitario dei renziani. Ma tutto verte intorno alla futura possibile giunta. Altrimenti Braia e Antezza non si spostano dalla posizione di rottura di un solo millimetro. .

In tutto questo le notizie di cronaca: si è riunita ieri sera a Matera la Commissione di garanzia per il congresso del Partito democratico di Basilicata. Chi si aspettava terremoti deve essere rimasto deluso: la Commissione ha regolarmente proceduto all’istruzione di pratiche e di procedure senza nessuna novità. Con Giuseppe Laguardia presidente che ha guidato i lavori. Da quanto è trapelato non ci sono state frizioni tanto più che da quanto si è appreso - da autorevoli indiscrezioni - mancava il numero necessario dei componenti per eventuali azioni straordinarie. Ad ogni modo dalla Commissione di ieri non è emersa nessuna indicazione sulla data del prossimo congresso regionale. E non poteva essere diversamente. La questione ormai è tutta politica. I nodi sono rimandati ala Direzione del dopo elezioni. Se ci sarà mai.

s.santoro@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?