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Pd, il congresso della discordia
Interviene il capogruppo regionale Cifarelli

Basilicata

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POTENZA - Finalmente. Oltre a Braia e Margiotta prende la parola su tutta la vicenda del congresso regionale un altro big del Partito democratico. Parla il capogruppo del Pd alla Regione, Roberto Cifarelli.

Parla (finalmente) un non diretto interessato del congresso regionale come Luca Braia e anche come Salvatore Margiotta. E parla un non renziano (finalmente). Uno il punto di partenza: Cifarelli ricorda che il guppo Pd alla Regione è stato responsabile finora ma ora chiede chiarezza a tutto il Pd. Presidente della giunta compreso. E’ evidente.

Poi chiedo un ulteriore sforzo verso l’unità (di fatto chiede un superamento della rigidità delle tre candidature alla segreteria già ufficializzate) e infine parla di un congresso da fare alla fine dell’estate. Commissariamento permettendo.

Questi alcuni passaggi della nota del capogruppo democratico: «L’approvazione della manovra finanziaria 2014 ha rappresentato la priorità assoluta. In questa settimane il gruppo del Partito democratico, spina dorsale della maggioranza di centrosinistra, ha con lealtà portato il proprio contributo per definire e rafforzare il profilo riformista messo in campo dal Presidente Marcello Pittella».

“A Cesare quel che è di Cesare” insomma. Cifarelli però avverte: «In questi giorni ho incontrato e discusso con ciascun consigliere del gruppo Pd  e condividiamo il pensiero che la fase così difficile per la vita della comunità regionale richiede un supporto all’attività di governo che solo un Pd  più forte, più autorevole e più coeso, può garantire».

Insomma il “caos” nel Pd non può continuare a lungo. Non per il bene dell’attività del governo regionale. In sintesi Cifarelli chiede che si muova qualcosa. Non c’è più da attendere.

E quindi  “mette” i piedi nel piatto: «Per queste ragioni ritengo che vada superata rapidamente l’empasse legata al rinnovo dei vertici regionali attraverso la elezione del nuovo segretario e della nuova direzione regionale. E’ necessario che i candidati alla carica di segretario regionale provino insieme, con senso di responsabilità, a proporre alla Direzione regionale in carica da tenersi nella prima data utile dopo le imminenti  elezioni europee, anteponendo alle legittime aspirazioni il senso di unità, un percorso congressuale tale da garantire un reale confronto democratico e la partecipazione di iscritti, simpatizzanti, elettori, cittadini in modo tale che l’esito finale, rappresentato dal voto alle primarie, diventi patrimonio condiviso del popolo democratico, riconosciuto come il risultato di un vero confronto tra piattaforme programmatiche diverse».

Da qui anche la proposta sui tempi: «Le feste democratiche, che usualmente si tengono nel periodo estivo, possono rappresentare le comuni occasioni di fecondo dibattito e di reale partecipazione per far emergere le singole tesi congressuali. Sono fiducioso che il Pd di Basilicata saprà anche in questa circostanza dare prova di lungimiranza e, soprattutto, di tenere in unica alta considerazione il destino dei lucani più di quello dei singoli e auspico che i candidati alla carica di segretario regionale, cui riconosco grandi doti politiche oltre che di buon senso, recuperino lo spirito vero delle primarie, contribuendo in modo decisivo a segnare positivamente l’apertura di una nuova fase politica».

Il dibattito è appena iniziato. Ma promette scintille. 

s.santoro@luedi.it

 

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