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Un voto senza appèal acuisce le distanze
I cittadini sempre più lontani da Strasburgo

Basilicata

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MATERA - Quanto è lontana l’Europa. Il rush finale della campagna elettorale si avvicina con questa consapevolezza che sembra farsi sempre più spazio e che non conosce, almeno apparentemente, i colori politici o la provenienza ma che trova radici nello scarso appeal che l’Europa continua ad avere verso i cittadini. Un dato quest’ultimo che già oggi risulta amplificato dalla lontananza complessiva verso la politica e gli appuntamenti elettorali ma che le elezioni europee sembrano ingigantire a dismisura. L’Europa non viene sentita come qualcosa di vicino al cittadino, non sembra un organismo essenziale e necessario per la crescita ma più che altro un peso. Una camicia di forza dalla quale non si riesce ad uscire.

Una percezione evidente da cui scaturiscono probabilmente politiche antieuropee come quelle che, in particolare sull’euro, stanno emergendo anche in questa campagna elettorale. Matera e la Basilicata in questo senso non fanno eccezione, accoglienza fredde e nella migliore delle circostanze tiepide per le presenze più illustri. Un cinema comunale pieno ma non gremito per i vertici del Partito Democratico da Gianni Pittella vice presidente del parlamento europeo e Pina Picierno capolista per la circoscrizione Sud.

Una piazza di fedelissimi anche per Niki Vendola venuto a sottolineare l’importanza di una scelta per Tsipras così come nei giorni scorsi alle presenze di Raffaele Fitto.

Ormai i bagni di folla della politica non esistono più ma l’Europa non colpisce e non sfonda più di qualsiasi altra cosa e su questo bisognerebbe interrogarsi e provare a darsi delle risposte. Magari cercare di capire perchè questa percezione di lontananza esiste.

Il problema è che oggi, certamente, l’Europa appare come un’incompiuta che non riesce ad avere quel ruolo guida complessivo che avrebbe dovuto avere nella sua genesi. La politica, stavolta non solo italiana, manifesta tutti i suoi limiti e ci si ritrova in una realtà in cui i forti restano forti ed i deboli diventano sempre più deboli.

Il rischio è di vedere i frutti di questa lontananza dalla politica nel risultato elettorale, nei numeri della partecipazione al voto.

Forse è il caso che questi dieci giorni di campagna elettorale che restano servano davvero per spiegare perchè è importante partecipare e votare per il Parlamento europeo.

Un concetto che non appare molto chiaro anche perchè in molti casi dei rappresentanti e del lavoro che viene svolto oltre i confini nazionali non si hanno riscntri concreti.

La freddezza verso l’Europa, verso queste elezioni che sembrano davvero interessare poco e a pochi è un dato che emerge evidente da Matera e dall’intera Basilicata con una lontananza che risulta preoccupante e per certi versi anche inquietantema a cui non ci si può rassegnare. Eppure esiste la spinta di momenti di grande interesse e di diversa partecipazione come le tante elezioni amministrative che a partire da Potenza, coinvolgono molti Comuni della regione. Ma delle Europee si parla davvero poco. Ci riguardano? Ci interessano? Ci coinvolgono? Sembrerebbe proprio di no. L’Europa, oltre a dettare tante regole, dovrebbe preoccuparsi anche di questo. Del motivo per il quale non esiste un sentimento europeo, una politica europea sui diversi aspetti della vita quotidiana. Un’europa che non contribuisce ad oggi a ridurre le differenze. Un’Europa essenziale per la crescita economica di ciascuno Stato, un’Europa di cui oggi è impossibile fare a meno. Ma  che non sentiamo nostra. Per niente. Realtà verissime ma di cui bisogna avere una diversa consapevolezza.

La campagna elettorale soporifera delle Europee avrebbe dovuto provare a spiegare proprio questo. In realtà però l’Europa rimane distante dai cittadini. Un errore ed un autogol a cui non si riesce a porre rimedio. Dieci giorni ancora di campagna elettorale per provare ad invertire la rotta. Ma qualcuno ci dovrebbe spiegare che se davvero un’Europa forte è davvero interesse di tutti.

p.quarto@luedi.it

 

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