Salta al contenuto principale

"In piazza contro la diffidenza"
Intervista col candidato di FdI-An

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 20 secondi

“Sì all'Europa, no all'euro”. Potrebbe sembrare uno slogan della Lega, e invece è il programma di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale che, al pari del partito di Matteo Salvini, vuol farsi interprete del diffuso malcontento nei confronti della moneta unica. Ma basterà a far sì che alle prossime Europee la formazione guidata da Giorgia Meloni superi la soglia elettorale del 4 per cento (a meno di un improbabile eliminazione per via giudiziaria dello sbarramento)? Luigi Rispoli, portavoce campano di Fratelli d'Italia, e candidato nella circoscrizione Sud, è ottimista: “Il nostro è un partito giovane – afferma - ma  ha già una significativa presenza sul territorio ”. “E tuttavia – continua – non possiamo nasconderci che tira una brutta aria. La gente è stanca, ogni giorno dobbiamo rompere un muro di indifferenza”.

Indifferenza, dice? I media presentano questo voto come un appassionante derby tra Renzi e Grillo...

Io constato soltanto che l'atteggiamento prevalente nelle piazze è quello della diffidenza. Una diffidenza nei confronti della politica che può tradursi in astensionismo o in un voto di protesta fine a se stesso”.

Si riferisce a Grillo, immagino. E voi che cosa fate, qui al Sud, per convincere gli elettori a votarvi?

Abbiamo mobilitato tutti i nostri militanti. Cerchiamo di essere presenti in tutti i comuni, di stare tra la gente. Si tratta di intercettare il voto di un'area non piccola di elettori potenziali, circa il 10 per cento.

Ma perché chi contesta il sistema dovrebbe scegliere voi e non, per l'appunto, il Movimento 5 Stelle?

Perché Grillo non è credibile. Vede, quella dei 5 Stelle è una storia non nuova nel nostro Paese. Si ricorda dell'Uomo Qualunque di Giannini? Oppure degli exploit di movimenti di cui ora non s'è persa traccia? E' protesta, non proposta. Un movimento pronto a franare alla prima prova dei fatti.

E voi, invece?

A differenza loro abbiamo un obiettivo chiaro: andare a Strasburgo per cambiare le regole dell'Unione europea che, così come è stata concepita, non va.

E perché, secondo voi?

Perché ha messo in moto meccanismi diabolici in virtù dei quali, ogni anno che passa, diciamo addio a un pezzo della nostra sovranità nazionale. Siamo ormai uno Stato eterodiretto: come dimostra il fatto che in materia di politica economica siamo di fatto commissariati. Mentre i Paesi che hanno un'economia forte continuano ad arricchirsi. O qualcuno è in grado di dimostrarmi il contrario?.

E Grillo non dice le stesse cose?

Lei lo ha capito? Io no. Sull'Europa è ondivago, come su tutto il resto. Non mi sembra che abbia espresso idee significative nemmeno rispetto ai problemi del nostro Paese. Eppure la forza non gli mancherebbe. Ha dietro di sé un quarto dell'elettorato, centinaia di parlamentari. Ma per farci cosa? Quali proposte utili al Paese hanno fatto?.

Senta, ma davvero l'Europa è un problema così sentito dalla gente?

No, è questo il punto. Il nostro sforzo sta  nel far capire che le scelte di Bruxelles ci riguardano molto da vicino, che da quelle decisioni dipende la vita delle nostre famiglie. Spieghiamo perché è necessario rivedere il fiscal compact o il patto di stabilità. E come questi trattati entrano nella nostra vita. E insomma che se non recuperiamo la nostra autonomia in campo economico siamo destinati a fare la fine della Grecia.

Quale sarà il vostro primo atto nell'europarlamento?

Nella prima seduta proporremo l'uscita dal sistema euro.

Che cosa vi ha fatto di male l'euro?

Bisognerebbe chiedersi che cosa ha fatto di male l'euro alle famiglie italiane. Glielo dico subito. Lo sa che dal 2002 a oggi queste famiglie hanno perso il 7 per cento del loro potere d'acquisto? Ebbene tutto questo è successo mentre in altri Paesi (che hanno conservato la loro moneta senza uscire dall'Unione europea) accadeva il contrario. In Gran Bretagna ad esempio. E le imprese? Ne vogliamo parlare? Non è stata forse la rigidità della moneta a minarne la competitività?   A tutto vantaggio delle aziende tedesche che hanno colonizzato gran parte del mercato europeo?.

Unione europea significa anche fondi strutturali. Neanche quelli vanno bene? 

Si fermi. Quelli non funzionano, ma l'Europa  non c'entra. Il problema è nella nostra incapacità a spenderli. La responsabilità ricade in primo luogo sui governi succedutisi alla guida del Paese.  Tranne che con  il ministro Barca (e i risultati cominciavano a vedersi), una  politica di coesione territoriale qui non si è mai fatta.

E cosa bisognerebbe fare?

Prima di tutto: semplificare. E' nei meandri della burocrazia, una burocrazia che invade tutto, che si inceppa la spesa. E poi c'è il fatto che i soldi passano attraverso le Regioni. E sa questo che vuol dire, no? Che quei fondi, come sanno anche i bambini, vengono gestiti per creare consenso, non nell'interesse generale.

Che cosa pensate dei problemi dell'ambiente? E dell'estrazione di petrolio in Basilicata?

Quanto al petrolio, credo che spetti  ai lucani decidere una buona volta che fare dei giacimenti. Quel che è intollerabile è che da quelle estrazioni non traggano alcun beneficio. Quanto all'energia penso che l'Italia dovrebbe diventare autosufficiente, anche utilizzando fonti alternative. Oggi è totalmente dipendente dai paesi stranieri. Ma il nostro è il Paese delle contraddizioni: diciamo no al nucleare e poi lo importiamo dalle centrali che stanno ai nostri confini. Il fatto è che manca una politica energetica. Sappiamo fare solo pale eoliche, assecondando la speculazione e distruggendo il nostro paesaggio. Io sto girando in lungo e in largo il Sud, e vedo pale dappertutto. Si tollera senza fiatare questo scempio e poi si mandano i carabinieri ai soprintendenti che spostano una pietra.

 Che cosa ci dice delle iniziative giudiziarie di questi giorni? Incideranno sul voto?

Un altro colpo alla fiducia nella politica e nelle istituzioni. Penso che  queste iniziative daranno un contributo alla crescita dell'astensione. Eppure i segnali di allarme a Milano c'erano da un pezzo. Ma si preferisce sempre parlare degli intrecci politica, criminalità al Sud. Problemi come quello emerso per l'Expo si risolvono soltanto mettendo a punto meccanismi che garantiscano una maggiore trasparenza. Tutte le norme fatte fin qui sono servite solo a scoraggiare gli investimenti, non certo, come si è visto, a mettere al riparo la spesa pubblica dai Greganti e dai Frigerio

Bisognerebbe fermare i lavori, come dice Grillo?

No, bisogna andare avanti perché l'Expo rappresenta una grande opportunità per il  nostro Paese. Sarebbe ridicolo se, dopo che sono stati soldi spesi, si fermasse tutto.

Criminalità e immigrazione, due mali del Sud. Che cosa può fare l'Europa?

Il problema è che al Sud viviamo a stretto contatto con la criminalità. Anche quando non ce ne rendiamo conto. Ogni giorno ognuno di noi è chiamato a una scelta tra la legalità e illegalità. Comprare una borsa griffata falsa, per esempio, è un piccolo atto di illegalità. Si tratta dunque di un problema che ci investe tutti e che non pouò essere semplicemente delegato allo Stato. Quanto all'immigrazione, è un problema europeo, e Bruxelles non può lavarsene le mani. Lo sa che ogni immigrato ci costa 30 euro al giorno? Sono 900 euro al mese: il doppio di quello che lo Stato riesce a dare a un proprio pensionato sociale. Le sembra che in una situazione di disagio sociale come quella nella quale ci troviamo sia una cosa sostenibile? Noi siamo la porta Sud dell'Europa. Gli immigrati sbarcano qui per poi raggiungere i Paesi del Nord Europa. E' assurdo che soltanto noi dobbiamo farcene carico. E questa sarebbe l'Unione europea?

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?