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Le donne infiammano il confronto
E gli aspiranti sindaci rispondono

Basilicata

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POTENZA - Non solo donne, ma anche famiglia e disagio sociale negli interventi dei sei candidati sindaci di Potenza a confronto nell’iniziativa “Uno contro tutte” voluta dal Comitato “Siamo fiori con le spine”. Una platea composta quasi esclusivamente da donne che si è ritrovata nel “salotto” del Sunset glamur cafè, per ascoltare le proposte programmatiche degli aspiranti primi cittadini “interrogati” per l’occasione dalla direttrice del Quotidiano della Basilicata, Lucia Serino.

Prima questione fra tutte, posta dalla coordinatrice dei lavori, Cristiana Coviello, l’apertura della politica e delle istituzione a una maggiore partecipazione delle donne. Almeno in teoria, tutti d’accordo. Con il capolista di M5S, Savino Giannizzari, che ha rimproverato agli avversari che oggi parlano di quote rosa di non aver saputo fare un passo indietro per favorire una candidatura femminile alla guida del Comune. Ma passando dalle parole ai fatti, la vera questione rimane come favorire materialmente la partecipazione. Anche attraverso una riorganizzazione della città ancora troppo poco “amica” di famiglie, disabili e disagiati. Nonostante le proposte programmatiche debbano fare necessariamente i conti con il pesante debito delle casse comunali che quindi non consentono di investire grosse somme sul potenziamento e dei servizi. Un concetto per tutti sembra accomunare le proposte di tutti e sei candidati: lotta agli sprechi e ai privilegi. Per Dario De Luca una vera priorità che deve viaggiare di pari passi con l’aiuto alle famiglie più disagiate. Incominciando a esempio dall’eliminare quei privilegi di cui godono gli stessi consiglieri comunali, come le schede telefonico gratuite. Condivide anche l’altro candidato del centrodestra, Michele Cannizzaro, che individua la proposta della costituzione di una società di scopo che gestisca l’intero patrimonio immobiliare del Comune, per razionalizzare i costi. E che sul tema annuncia pure l’introduzione di un bonus bebè. Per il candidato sindaco “Liberiamo la Basilicata”, Giuseppe Di Bello, la causa, e quindi la soluzione, dell’elevata spesa pubblica del Comune passano dalla eccessiva esternalizzazione dei servizi e il mancato utilizzo delle risorse umane, con costo del personale interno che incide solo per il 22 per cento rispetto a quello complessivo. Di Bello tuona contro i dirigenti dai pluri incarichi e dice senza mezzi termini: «Bisogna tagliare le teste di chi non fa bene il suo mestiere».  Sul tema servizi  e in particolare trasporti, insistono Roberto Falotico e Luigi Petrone. L’ex assessore regionale alla Formazione, in caso di elezione, annuncia una riorganizzazione del servizio entro pochi mesi di amministrazione: «Non è possibile che oggi gli autobus  passino a vuoto senza persone a bordo. E soprattutto è impensabile che i trasporti non vengano pagati al momento dell’utilizzo. Perché altrimenti un servizio improduttivo finisce per avere un costo finale ancora maggiore per tutti i cittadini».

Propone di prorogare gli orari di apertura degli asili nido per andare maggiormente incontro alle esigenze delle famiglie, il candidato del centrosinistra, Luigi Petrone. Che sempre in tema di orari lancia un’altra proposta: modificare quelli di apertura di alcuni negozi in modo da favorire lo shopping nei tempi liberi scanditi dagli orari lavorativi. Per Giannizzari del Movimento 5 Stelle bisognerebbe pensare anche una rimodulazione delle fasce del reddito Isee.

marlab

 m.labanca@luedi.it

 

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