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Il leader dei Popolari per l’Italia
a sostegno del candidato sindaco De Luca

Basilicata

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POTENZA - I Comuni? «Un meccanismo allucinante. La responsabilità è del governo». Riprende volutamente le parole di Renzi Mario Mauro, presidente di Popolari per l’Italia e ministro della Difesa, ieri a Potenza per appoggiare la candidatura a sindaco della città di Dario De Luca.

Questo per dire che per il capoluogo lucano è il momento di cambiare rotta: «La filosofia e allo stesso tempo la preoccupazione che ci anima è quella del buon governo, che sappia concretizzare l’utile per il cittadino, ed è ciò che contestiamo in tutto e per tutto nel modo in cui questa città è stata amministrata». Dice poi qual è l’obiettivo di queste elezioni comunali nel capoluogo lucano: «Abbiamo la ragionevole speranza di arrivare a ballottaggio, proponendo un’alternativa a tutti i delusi da un’amministrazione che ha avuto tanto consenso quanto incapacità. Quando il potere in città è solo un mezzo per migliorare la rendita politica si uccide non solo la politica ma la città. Vogliamo lasciare alle spalle il modello che confonde le  storie con le corti, che vede quattro poche persone insieme nella gestione del potere in modo che tutto sia subordinato al potere stesso».

Insomma, Mauro individua nel Pd la corte lucana e nei Popolari per l’Italia il mezzo per farla cadere. Una battaglia che non si combatte solo a livello locale. Per Mauro le prossime elezioni europee dimostreranno che «la legge elettorale è una legge antidemocratica, nata per eleminare il terzo incomodo, ovvero Grillo. Se ne accorgerà anche Berlusconi, quando si accorgerà di essere lui il terzo incomodo». Le spaccature del centrodestra sono evidenti e risapute.

Mauro le commenta così. «Il problema del centrodestra è che ha confuso la leadership capace di dare una svolta alla storia».  E il governo Renzi? «La legislatura è iniziata per rimuovere il macigno che blocca lo sviluppo dell’Italia. Ma il populismo non si combatte con il populismo, né di Renzi né di Grillo, ma con i Popolari, che rappresentano la gente e le sue aspettative».

In questo contesto il Sud «non è sparito dall’agenda politica – afferma - ma dal vocabolario del governo nazionale. C’è una visione dell’Italia che si è nutrita della gestione del Mezzogiorno per rilanciare un’ economia che non è mai partita. Intanto abbiamo giovani straordinari che partono. Bisogna che le istituzioni restituiscano loro dignità e che la potenzino. E’ questo l’elemento chiave dei Popolari per l’Italia: le nuove generazioni, noi ci crediamo fino in fondo». 

Non a caso secondo De Luca la lista dei suoi candidati è una sfilza di giovani professionalità e  competenze. Punto a favore del partito, insieme alla capacità di «non promettere mari e monti, come molti in questa campagna elettorale hanno fatto – dice –  e di portare il cambiamento di metodo, che permetta di amministrare garantendo i risparmi e individuando le risorse» Il metodo del «buon padre di famiglia, che amministra la città per tutti: perché il denaro pubblico è sacro».

Da Potenza poi ripartire per diffondere il metodo a tutta la regione. Da qui la presenza, ieri, anche di Aurelio Pace, consigliere regionale e il senatore Tito di Maggio: segno  «di un progetto politico di rilancio – ha detto Pace -  e non di un disegno estemporaneo».

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