Salta al contenuto principale

Verso la battaglia finale
Pittella: «Ma quale Grillo, serve autorevolezza»

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 5 secondi

MATERA- È un treno in corsa Gianni Pittella, vice presidente del Parlamento europeo dal 2009 e candidato per la quarta volta alle elezioni Europee. Neanche un improvviso fastidio a un ginocchio è riuscito a fermare il suo tour de force elettorale.

All'incontro di ieri mattina all'Hilton Garden Inn di Matera con tutte le associazioni di categoria delle piccole e medie imprese del materano, l'europarlamentare del Pd ci è arrivato con le stampelle, ma ci è arrivato. L'avanzata di Grillo? «Lo vedremo dopo il 25 maggio se esiste veramente», risponde sibillino. «La sua campagna elettorale- aggiunge Pittella-  è priva di argomenti, eccetto gli insulti.

Si va dalla sparata sulla lupara bianca ai vaffa. Questo il suo programma elettorale per le europee. Niente di più. Zero progetti. Zero idee. Zero proposte concrete. Solo supponenza mista a ignoranza. È facile urlare, insultare e dire sempre e solo “no”.

Ho come l'impressione  che dietro la campagna urlata di Grillo ci siano forze internazionali che hanno un unico interesse: mettere in ginocchio l'Italia e raccogliere i dividendi dei principali asset del Paese».

E Gianni Pittella non si lascia impressionare neanche dalla  battutina al veleno lanciate dal leader del Movimento 5 stelle a Porta a Porta sulle estrazioni lucane (“Vespa sei un fossile, tu sei per il petrolio della Basilicata” l’espressione usata da Grillo). 

«Anche in questo caso – commenta il vicepresidente del Parlamento europeo- Grillo conferma la sua scarsa conoscenza delle questioni. Al di là dei limiti, che pur ci sono, i numeri dicono che la Basilicata  rappresenta un esempio virtuoso per il Mezzogiorno d'Italia».

E il Pd? «Il Pd sta sfondando tra gli elettori- risponde Pittella,  senza esitazione- perché si presenta con una proposta convincente sul tema cruciale del cambiamento politico, economico e sociale necessario per costruire gli “Stati uniti d'Europa”. Il primo passo è  cambiare le regole del Patto di stabilità; istituire una banca centrale al servizio del lavoro e della crescita;  una polizia europea in grado di far fronte insieme al fenomeno immigrazione e dare un governo politico all'Europarlamento.

I cittadini – conclude- ci pensino bene nel segreto dell'urna: per cambiare l'Europa, per riscrivere i trattati e dare respiro all'economia italiana non serve salire sui tetti dell'europarlamento di Bruxelles. Occorre serietà, autorevolezza e sopratutto conoscere i dossier. Qualità che né Grillo né i grillini possono vantare».

m.agata@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?