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I candidati sindaco
alla prova della piazza finale

Basilicata

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MICHELE CANNIZZARO: CHIUSURA DA GUERRIERO SENZA SCONTI PER NESSUNO

COLPISCE prima la pancia e poi la testa. Michele Cannizzaro chiude la propria campagna elettorale in Largo Pignatari con il piglio del condottiero. Le immagini dietro di lui lasciano poco spazio all’immaginazione. Prima appare Russel Crowe ne “Il Gladiatore” nel discorso alle truppe prima dell’urlo “scateniamo l’inferno”. Poi appare Al Pacino allenatore di una squadra di football americano in “Ogni maledetta domenica” quando incita i suoi colossi a dare tutto in campo per “guadagnare anche un solo centimetro in più”. E infine appaiono le immagini di “Troy” con Brad Pitt nei panni di Achille che convince i suoi “Mirmidoni” a combattere come mai prima.

Insomma il comizio finale dell’ex direttore generale del san Carlo è stato un vero e proprio inno alla battaglia con bandiere tricolori, cori da stadio e qualche fuori programma dettato dall’entusiasmo.

A presentarlo nella piazza gremita il consigliere regionale Michele Napoli di Fi e dello stesso partito il deputato Giuseppe Moles. In precedenza aveva parlato il coordinatore regionale di Ncd, Vincenzo Taddei. Sul palco anche Luigi Modrone de “La Destra”.

Per quanto riguarda i messaggi politici, Cannizaro nella propria chiusura elettorale non ha rinunciato allo stile di attacco. Bordate contro il centrosinistra: «A loro non devo niente e non mi hanno voluto perchè quando guidavo il San Carlo non fatto primari quelli che mi chiedevano, non ho truccato i bandi concorso ma ho sempre privilegiato il merito».

Attacco a gamba tesa anche al presidente della Regione, Marcello Pittella: «E’ in tour per il fratello invece di lavorare per la Regione e poi negli ultimi due giorni ha inviato sms chiedendo di sostenere il candidato sindaco del centrosinistra che è avversario del suo partito. Cose da pazzi».

Ed è stato un crescendo. Cannizzaro quindi girandosi di lato e indicando il palazzo del Comune di Potenza ha assicurato: «Noi lavoreremo per l’equità sociale. Quella che gli altri promettono noi la faremo con i fatti».

 

DARIO DE LUCA: «LA SFIDA È SOLO ALL’INIZIO. SAREMO AL  BALLOTTAGGIO»

LA campagna chiude lì da dove era partita, con l’appello alle «persone libere» a votare «l’unico uomo veramente degno di guidare la città: Dario De Luca».

Ad accogliere l’ingegnere potentino sul palco, il caldo applauso di una piazza Duca della Verdura quasi piena di elettori e simpatizzanti e degli sponsor politici che lo hanno accompagnato per tutta la campagna: il senatore Tito Di Maggi, Gianfranco Blasi, i consiglieri Rosa e Pace, il segretario Giuliano e Vincenzo Belmonte. La coalizione ci crede davvero: saranno loro ad andare al ballottaggio contro Luigi Petrone. «Per i ringraziamenti è ancora presto - dice Pace - perché da lunedì e per 15 giorni saremo impegnati in un testa a testa con il centrosinistra». A fare da coreografia due grandi stiscioni che recitano: “Avete ucciso questa città” e “Contro le lobby, De Luca sindaco”. Ed è Gianni Rosa, che prima ricorda,  a spiegare perché «questo è l’unico voto possibile». Poi si rivolge a Petrone, Falotico e Cannizzaro: «Tornateve a casa, perché non siete degni». Contro un centrosinistra «che sta perpetuando i suoi ricatti anche in questi giorni. E il “l’altro” centrodestra, «che, incapace di elaborare proposte, indirizza tutto il suo rancore verso di noi».

E’ l’inno d’Italia ad aprire il comizio, prima dell’ultimo intervento del candidato sindaco. De Luca, che ringrazia la squadra dei «96 gladiatori», ritorna sui motivi che l’hanno portato a questa decisione e suoi programmi e le proposte che caratterizzeranno la sua amministrazione. A partire da quelle del rilancio del centro storico, ma anche campagne, Università, razionalizzazione e lotta agli sprechi e attenzione ai più deboli».  Prima di precisare: «La stampa mi rimprovera di essere troppo pacato. Ma io dico che le urla e le grida sono proprie di chi idee non ne ha. Io non ne ho bisogno».

Infine la conclusione: «Abbiamo intrapreso la via del cambiamento che prima ci porterà alla conquista della città e tra qualche anno a quella della Regione. Noi ci crediamo».

 

ROBERTO FALOTICO: «MI HANNO AGGREDITO PERCHÉ SANNO DI PERDERE»

CHIUSURA di campagna elettorale per Falotico con sorpresa iniziale. Apre il comizio Giampiero Iudicello. Sì. Il capolista del Pd e segretario cittadino di Potenza. Non in persona ovviamente ma solo la sua voce. Registrata a un recente comizio pubblico. Falotico quindi quando la voce di Iudicello sfuma, sale sul palco in perfetto stile Marcello Pittella (in camicia bianca e auricolare) e spiega alla platea che non hanno ascoltato un esponente dell’opposizione ma un dirigente del partito che ha governato la città di Potenza negli ultimi lustri.

Il comizio del candidato sindaco Roberto Falotico (sostenuto da realtà Italia, Movimento Nuova Repubblica e Idv), Roberto Falotico è cominciato con la “demonizzazione” dell’avversario. Anche le immagini proiettate sullo sfondo, prima che cominciasse la kermesse, puntavano il dito contro l’amministrazione comunale uscente: mostrate immagini del degrado urbano con scale in disuso, sporcizia, incompiute di cemento e strade dissestate.

Oltre le critiche. Falotico ha cominciato con i ringraziamenti. I dirigenti dei movimenti che lo sostengono: Alessandro Singetta, Paolo Galante e Maria Luisa Cantisani. E l’ultimo arrivato, Dino De Angelis di Azione civica che per Falotico «anche se ricusata per colpa di qualcuno è come se fosse in campo ed è la nostra quinta lista».

In prima fila tanti gli amici di sempre di Roberto Falotico. E i “nuovi” con il pittelliano Pinuccio Maggio definito dallo stesso Falotico «una sorta di secondo fratello maggiore».

L’ex assessore regionale comunque è passato al discorso politico vero e proprio promettendo: «Con noi non verrà mai più approvato nessun provvedimento senza la condivisione della base». E la parola condivisione è stata ripetuta da Falotico più volte in un crescendo. Poi la promessa: «O vittoria al primo turno, o ballottaggio noi ci saremo». E quindi sulle questioni giudiziarie: «Non siamo scappati nel ‘93. E non scappiamo oggi: dimostreremo fino alla fine la nostra innocenza». E poi la stilettata finale al Pd: «Siamo stati aggrediti perchè sanno che hanno già perso».

 

LUIGI PETRONE: «CON ME LA GARANZIA DI MERITO E TRASPARENZA»

UN tour al posto di un unico comizio, sei tappe in varie zone della città, insieme ad alcuni dei candidati, prima della festa finale al Cincillà, dove ha dato appuntamento a tutti gli elettori e i simpatizzanti.

«Abbiamo pensato di invertire il clichè - spiega l’avvocato Luigi Petrone nel corso del suo intervento- Non sono i cittadini a venire da noi, ma noi ad andare dal loro».

Che vuole essere - spiega ancora il candidato sindaco del centrosinistra - un pò il proposito che caratterizzerà la nostra amministrazione: ascolto e partecipazione».

Insieme a Petrone, anche il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. E ancora, ad attenderli a piazzetta Maffei, nel cuore del centro storico, tutti i sostenitori, a partire dall’ex sindaco Santarsiero. 

Petrone ritorna sulle ragioni che lo hanno portato ad accettare la candidatura: «Mi ha convinto la scelta delle forze di coalizione di aprire a una candidatura esterna.

Sono sceso in campo per spirito di servizio. Sono nato e cresciuto in questa città che amo profondamente. Se me ne darete la possibilità sarò al vostro servizio con tutto l’impegno possibile».

Parla dell’entusiasmo che ha caratterizzato tutta la campagna elettorale, a partire «dalla composizione delle liste».

Che gli hanno dato la possibilità di venire a contatto «con tanti giovani, uomini e donne, preparati, capaci, liberi e volenterosi».

«E noi abbiamo intenzione - continua - di valorizzarli sempre di più». «Meritocrazia, trasparenza,   entusiasmo», sono le parole che ritornano più spesso nel suo intervento. Assicura: «Chi mi conosce, sa che sono una persona libera e indipendente.

E continuerò a esserlo, come dimostrerò se me ne darete la possibilità». Un impegno esclusivamente al servizio «del bene comune e dell’interesse generale».

«Petrone è l’uomo giusto per questa città, un professionista da tutti conosciuto per la sua serietà e per la sua indipendenza», sono le parole di Roberto Speranza.

 

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