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La città dei volti
che sa accogliere

Basilicata

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CONSIGLIERE uscente, con una passione per il gusto sfociata nella qualifica di sommelier. Prova a tornare tra i banchi dell’aula con il suo partito, il Pd.

Che esperienza è stata quella in consiglio comunale? perché vale la pena provare a tornare?

«Una esperienza stimolante e piena di sorprese, una esperienza da ripetere con più  maturità derivante da un quinquennio di intenso lavoro svolto quotidianamente».

«Quante volte la litigiosità interna al Pd e le spaccature tra aree hanno rallentato l’azione amministrativa sulla città?

«La dialettica interna al Pd, a cui appartengo con molto orgoglio, ha certamente contribuito a migliorare le scelte importanti per la città, forse a volte sarebbe stato meglio approfondire di più alcune tematiche. Sarebbe stato più facile attraverso una migliore comunicazione fra amministrazione, gruppo e partito cittadino».

Tre cose della città da cambiare, tre cose da salvare.

«Una città  con meno barriere architettoniche; una città più pulita e con più spazi verdi fruibili; una città più partecipata.  Da salvare, il centro storico inteso come patria di ogni potentino; l’identità e la vivibilità.

Come si amministra una città senza risorse economiche?

«Valorizzando al meglio le risorse endogene disponibili evitando sprechi e scelte non meditate, coinvolgendo la cittadinanza  nel sostenere le proposte dell’amministrazione in materia di rifiuti, energia, trasporti e salvaguardia del patrimonio pubblico rendendole così virtuose».

La cosa più importante che la futura amministrazione dovrà fare nei primi cento giorni di mandato?

«Rielaborare la struttura del bilancio comunale, avviare una ricerca sullo stato dei bisogni primari dei cittadini dando vita ad un osservatorio sulle nuove e vecchie forme di povertà».

Quanto si è allontanata la cittadinanza da voi amministratori? che fare per recuperarla?

«Lo scollamento esiste tra cittadini e politici in modo generalizzato. Sono consapevole che non è sufficiente condividere i problemi quotidiani e che è necessario cercarne le soluzioni, anche se il più delle volte non di diretta competenza comunale. Serve un impegno comune realizzabile rafforzando la collaborazione tra amministrazione, gruppo politico e partito cittadino».

Un desiderio per la città e un desiderio per sé.

«Una città funzionale, accogliente, bella e al tempo stesso sobria, amata da tutti, residenti e fruitori. La soddisfazione di poter un giorno affermare di aver contribuito a trasformare il comune di Potenza in Città di Potenza».

Ha un rimpianto nella sua attività consiliare?

«Avrei voluto certamente fare di più e meglio, ed è per questo che mi ricandido».

Che rapporto ha con la città?

«La vivo attraversandola a piedi, cerco di scannerizzarla cercando di riscoprirne pregi e difetti. Ma soprattutto cerco i volti delle persone».

Che cosa ha imparato da questa campagna elettorale? che cosa si aspetta? 

«Sono molto sereno e pronto ad accettare il responso delle urne, i potentini sapranno scegliere le donne e gli uomini migliori per bene amministrare».

 

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