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Cittadinanza
come unione

Basilicata

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DA candidato compirà 50 anni proprio il giorno del voto.  Luigi De Mare, candidato con i Popolari uniti, è titolare di due supermercati, con una passione per i ritmi caraibici.

Che città è Potenza?

«Quando ero giovane mi stava molto molto stretta, perchè la vedevo totalmente priva di servizi, di infrastrutture, di locali ricreativi. Oggi però che sono padre di famiglia ne apprezzo la relativa tranquillità. Probabilmente quando cresceranno loro avvertiranno le stesse mancanze che avvertivo io ai miei tempi».

Che significa fare impresa in questo momento a Potenza?

«Faccio impresa dal 1985,  tutto ciò che abbiamo creato, lo abbiamo fatto solo e esclusivamente riponendo nel nostro lavoro tanta passione e spirito di sacrificio. Credo invece che sia di importante da parte della futura amministrazione riuscire a trovare risorse o comunque formule di incentivo a chi fa o a chi vuol fare impresa nella nostra città».

Tre cose da cambiare della città e tre da salvare.

«Cambierei lo stato di degrado generale in cui versa. Troverei una soluzione definitiva al problema dei rifiuti. Incentiverei lo sviluppo economico. Conserverei invece la tranquillità, la nostra cultura eno-gastronomica. Quando ero piccolo e chiedevano ai miei quali erano le cose più buone di Potenza sentivo sempre rispondere: l’aria pulita e l’acqua limpida e fresca. Sarebbe bello poter continuare ad essere identificati per questi due elementi».

Due provvedimenti che ti aspetti dall’amministrazione che vincerà nei primi cento giorni.

«L’amministrazione che si insedierà alla guida della nostra città, qualunque essa sia, avrà un compito molto difficile, vuoi per il dissesto finanziario in cui versa il comune, sia per la regressione oramai in atto da anni. Per questo servono risparmio e sviluppo».

Perché il cittadino dovrebbe scegliere di nuovo il centrosinistra?

«Se si parte da questo preconcetto, si commette un errore. Perchè si dovrebbe scegliere di nuovo il centrosinistra se ha combinato tanti guai? Domanda più che lecita. Ma io vado un pò al di là. Il cittadino non deve scegliere “di nuovo” il centrosinistra. Il cittadino deve scegliere il candidato sindaco che ispira più fiducia ed affidabilità. Il cittadino deve scegliere gli uomini in base alla serietà, all’onestà e alle capacità».

Sono più urgenti le soluzioni alle piccole cose o i programmi a lungo termine?

«Io sono per la politica dei piccoli passi. A mio parere è più importante e anche molto più realizzabile una piccola cosa che una cosa troppo grande che troppo spesso rischia anche di rivelarsi inutile».

Una previsione: primo turno o ballottaggio?

«A mio parere il nostro candidato sindaco, Luigi Petrone, vincerà al primo turno».

Teme l’astensionismo? E il voto di protesta?

«L’astensionismo è una piaga causata dalla stessa politica. La cattiva politica, i legami tra politica e malaffare, gli scandali, le tangenti sono tutti elementi che hanno fortemente minato la credibilità del politico. È più che comprensibile che la gente non si rechi più a votare. Il punto è che il non voto non serve a nulla. Se perdiamo la possibilità di esprimere la nostra preferenza ci lasceremo sempre travolgere dagli eventi. Poi però non dobbiamo lamentarci».

Che cosa può fare un amministratore in una città senza risorse?

«Un amministratore in una città senza risorse deve innanzitutto domandarsi: perchè la mia città si è procurata questo enorme debito? Quali sono stati gli errori commessi? Quali sono state le voci di spesa che hanno inciso negativamente? Solo dopo un attenta analisi di questi aspetti si può trovare la ricetta per attuare il cambiamento che tutti auspichiamo».

Che cosa significa cittadinanza?

«Cittadinanza a mio parere significa sostanzialmente unione. Unione di identità, unione di vedute, unione di intenti. Significa sentirsi parte integrante, ma soprattutto attiva, di un nucleo urbano organizzato. Probabilmente a Potenza si è un pò perso negli anni il senso di cittadinanza. Una delle poche cose in cui è rimasto ancora forte il senso di cittadinanza è San Gerardo. Io ad esempio farei in modo che la nostra festa patronale diventasse un’attrattiva turistica. Istituirei il giugno potentino, anzichè il maggio, per meglio sfruttare le condizioni climatiche. Sarebbe una grossa opportunità sia di crescita economica che di fortificazione del senso di appartenenza e, per l’appunto di cittadinanza».

 

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