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Vince il Partito democratico
o vince Gianni?

Basilicata

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L'AVEVA DETTO, lo sentiva, l'ha costruito. Il dato oggettivo è questo: Gianni Pittella prende oltre diecimila voti in più delle passate europee.

E' il più votato della circoscrizione Sud del Pd (al turno precedente anche se per pochi voti fu superato dal campano Cozzolino). Dopo la Bonafè il più votato del Pd in Italia.

Il pugliese Raffaele Fitto di Forza Italia fa ancora meglio. Respiro per il partito di Berlusconi. A dimostrazione di come oggi, nell'Italia del logo, del nome e cognome, della politica del brand di cui Renzi è la massima espressione, contano le appartenenze ma ancor di più gli uomini. Si ricompatta il Pd alle amministrative di Potenza, troppo fresco è lo smacco delle ultime regionali, e piazza l’ottimo risultato dell’avvocato Luigi Petrone. Andrà al ballottaggio molto probabilmente con l’avversario del centrodestra, Dario de Luca (a meno di sorprese nella notte). Non c’è partita nel derby del centrosonistra, Falotico è solo terzo scavalcato dal candidato dei Fratelli d’Italia. Il quale vince la partita del centrodestra con Michele Cannizzaro che arriva quarto (se confermati i dati di ieri sera intorno alle 11). Al quinto il candidato del M5s, non ha funzionato l’effetto trascinamento del voto alle europee che proprio in Basilicata mostra comunque di essersi sedimentato.

Il successo di Gianni Pittella va incrociato con il forte astensionismo. Peggio della Basilicata fa il resto del Sud, Calabria. Sicilia, Sardegna. Più si scende lungo l'Italia, più l'Italia è lontana. Lontanissima l'Europa. Va ricordato, però, che alle scorse europee in Basilicata si votava anche per le due province e per la città di Matera. Evidente che dove c'è il traino delle amministrative regge l'affluenza. Il pienone di voti che Pittella fa anche nel resto del Mezzogiorno dimostra quanto il politico sia radicato in tutto il territorio. Talmente tanto che è difficile persino riferirlo a una località. Lauria è una storia molto lucana. Altrove dici Europa e pensi a Pittella da Bruxelles. Tutte da giocare le carte all'interno del parlamento europeo. Porte aperte per la scalata ai vertici anche per il ruolo che nella sinistra europea rappresenta oggi Renzi. Quale italiano più di Gianni?

Se la bassa affluenza dice che il bipolarismo lucano è tra i riformismo del Pd e l'astensionismo è altrettanto oggettivo che il Movimento cinque stelle rappresenti ormai una realtà radicata. Non fa il boom Grillo in Italia, guadagna una non trascurabile pattuglia di europarlamentari tra cui il lucano-campano Pedicini. Sconfitto alle regionali (anche per il tipo di sistema elettorale) rimonta alle europee. E dunque tra due parlamentari, due consiglieri regionali e un europalamentare la rappresentanza stellata lucana è una realtà con la quale fare i conti. Giannizzari non incassa molto. Troppo forte la personalizzazione del voto alle amministrative.

Era stato proprio Pedicini, negli ultimi giorni di campagna elettorale a tentare di mettere in difficoltà Gianni Pittella. Nelle stesse ore in cui Pittella esprimeva solidarietà per un attentato a una loro sezione, gli rispedivano con asperità la carrozza di ritorno puntando a tutta la famiglia.

Ma per Gianni è stata una valanga, come lui stesso aveva previsto alla vigilia: sarò il più votato. Le stampelle non ne hanno frenato la corsa. Le strategiche alleanze ma, soprattutto, un'instancabile cavalcata elettorale, la presenza negli anni in tutti i comuni della circoscrizione, unoxuno per ben prima di Renzi, lo legittima definitivamente nel panorama della politica italiana costruita dal Mezzogiorno. La presidenza del fratello Marcello non solo non lo ha danneggiato, come qualcuno profetizzava alla vigilia, ma ne ha incanalato il boom. Si era sbilanciato il governatore. Sì.

Le analisi dei prossimi giorni diranno molto di più. E' sarà un fiume di parole, anche di definitiva resa di conti: qui ha perso, qui ha vinto. Qui c’è Marcello che perde (per esempio Maratea, ma sarà vero?), e Falotico? (che ingratitudine). Insomma ne sentiremo di tutto e di più. Di sicuro c'è che la Basilicata dei prossimi anni porterà il cognome Pittella nello schema del flusso Bruxelles-Potenza che il governatore dovrà gestire con un altissimo senso di responsabilità. Chi si affida attende risponde. Il risultato elettorale sbriciola anche le molte discussioni sul futuro del partito lucano. Il Pd ha supportato Pittella? Benchè fresca la ferita delle primarie un risultato così alto senza l'adesione di base del Pd sarebbe stato difficile. Ma la sensazione è che sia un voto che va oltre. Che sia stato cioè Gianni a trascinare il Pd. A Potenza città il Pd fa meno della media regionale. E ci sono oltre 700 schede nulle. Poi ci sono comuni dove l'affluenza è quasi da numeri relativi. Geografia varia in molti comuni (a Picerno fuori l’uscente Russillo, a Brienza flop dell’uscente Scelzo, indagato, a Viggiano esito scontato, a Tito si cambia con Scavone, a Chiaromonte trionfa la figlia dell’ex consigliere provinciale Viola morto in un incidente,a Bernalda la sorpresa Tataranno, a Nova Siri Stigliano sbaraglia). Dai risultati, infine, dei candidati supportati alle europee a Potenza città da Roberto Speranza (Paolucci), De Filippo (Maiolo), Lacorazza (Petrone) è possibile anche stilare un termometro elettorale. Insomma chi vince? Il Pd o Pittella? Come dire: in Italia chi ha vinto: Renzi o il Pd? Impressiona che la sera dello spoglio delle europee a Potenza non ci fosse  nessuno a raccogliere dati. Non è più tempo di sezioni. Zero volontari, zero interesse. Dunque al di là del dato contabile il Pd si disvela per quello che è: un partito da rigenerare nell'impeto, nell'orgoglio, nella volontà di costruire un patto con la sua comunità. Lo straordinario successo di Renzi dice una cosa sola: piaccia o non piaccia da oggi è impossibile prescindere da lui. Il partito e l'Italia sono nelle sue mani. Difficile immaginare che il partito lucano si sottragga a questa regola. Per il prossimo congresso, imminente, quale ruolo potrà giocare la minoranza? E quale nel tanto atteso rimpasto di Giunta? La storia non si ferma, buona o malvagia. Se non sarà Braia il futuro segretario è molto difficile che possa essere Luongo. La politica dei tempi nuovi è così. C'è chi annusa l'aria per tempo. Chi resiste, chi si oppone per convinzione, chi per opportuinità. Ieri sera è iniziata la festa di Potenza. Brinda Petrone che però ha un trend personale inferiore a quello della coalizione. Esattamente il contrario di De Luca che porta a casa un risultato personale per nulla trascurabile considerato che Fratelli d’Italia non raggiunge il quorum alle europee. C’è stato, come prevedibile, molto voto disgiunto. Poco ha potuto Falotico, nonostante fosse partito con l’orgoglio delle primarie. E la passione messa da Cannizzaro (i suoi voti sono per lo più trascinamento personale) non ha fermato forse calcolati redistribuzione di voti della vigilia. Ma questi, si sa, sono solo le solite chiacchiere di chi perde. O forse no. 

l.serino@luedi.it

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