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Potenza, i veleni del giorno dopo
Quel voto disgiunto che sa d’inciucio

Basilicata

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POTENZA - Il sindaco uscente, Vito Santarsiero, lo aveva detto proprio in una recente intervista rilasciata al Quotidiano: «E’ De Luca il nostro vero interlocutore politico». E ora che le urne hanno confermato il risultato, con il voto disgiunto che ha consentito all’ingegnere potentino di arrivare al ballottaggio con un totale di preferenze ben superiore a quelle delle liste - molte di area centrosinistra - il dubbio è anche maggiore: a incidere sul risultato di De Luca ci sarebbe stata anche la manovra “diabolica” del Pd.

Per frenare la corsa di Falotico, che inevitabilmente avrebbe finito per riaprire la faida interna al partito, una fetta consistente di voti sarebbe stata spostata sul candidato sindaco di Fdi e Popolari per l’Italia. In una fase in cui evidentemente la performance di Petrone era stata sottovalutata dallo stesso partito che lo ha investito. Il primo a insinuarlo è l’altro sfidante del centrodestra, Michele Cannizzaro. Si è fermato solo al quarto posto ma si dice «soddisfatto», anzi «strafelice» per il risultato raggiunto, «fino quasi a sfiorare il ballottaggio». Ancor di più  perché - parole sue - « a differenza di altri, l’ho costruito esclusivamente sul sostegno dei miei candidati». Poi spiega meglio: «E’ chiaro che i democratici abbiano “aiutato” De Luca. Lo dice l’analisi del voto disgiunto: io ho ricevuto le preferenze di elettori di tutte le aree politiche. Lui soprattutto quelle del Pd. Fatto mortificante anche per Petrone che probabilmente con quei voti avrebbe evitato il ballottaggio». Il dottore sintetizza così: «Anche queste elezioni hanno segnato la vittoria del familismo amorale a a cui si è aggiunto il familismo elettorale».

A smentire il presunto aiuto esterno è il diretto interessato: «Nessun inciucio - ribatte De Luca - E’ qualcosa che non mi appartiene. Dire che mi aspettassi il ballottaggio è cosa grossa. Ma sapevo che i miei numeri sarebbero andati oltre quelli delle liste. In campagna elettorale avevo percepito il consenso sul mio nome da parte di molti elettori dell’altra parte. E così è stato».

Ma l’ex Dg del San Carlo insiste: «E’ chiaro che si è cercato di “manovrare” il ballottaggio. Evidentemente perché mi temevano».

Se questo è il quadro di quello che è stato, rimane da capire ora cosa accadrà in vista del voto dell’8 giugno. Fino ad ora tra i due sfidanti del centrodestra c’è stato solo un abbraccio nel corso di un incontro casuale in uno studio televiso. Ancora nessuna interlocuzione. Ma alla domanda del Quotidiano Cannizzaro risponde: «Una cosa è certa: l’unica priorità che mi sta a cuore è portare avanti la squadra che abbiamo creato, nel solco tracciato durante la campagna. Io quei voti non li delego a  nessuno». Il dottore  si smarca dai dirigenti di partito. Anche perché il sostegno alla corsa dell’ex direttore del San Carlo nelle urne si è tradotto in poca roba. Sull’ipotesi di un accordo, Cannizzaro chiarisce: «Se ci sarà qualcuno disposto a dialogare con me, su un progetto di pochi punti che si basi sulla rottura radicale con quelle forze che hanno determinato la mala amministrazione della città, allora saremo disposti a ragionare». Fermo restando che l’ex direttore aggiunge di non avere alcuna intenzione di farsi da parte, rispetto a nuovi progetti politici.

Ma per il candidato sindaco De Luca di apparentamenti ed accordi non se ne parla nemmeno. «Non è per i singoli candidati. Ma mi sono caratterizzato per la distanza da tutti gli apparati, anche dai partiti che mi hanno sostenuto. Questa è stata la forza del nostro messaggio. La gente che ci ha votato ha creduto in questo. E credo che oggi un gioco di palazzo, una manovra di questo tipo, non sarebbe capita, nè apprezzata».

Una posizione che per l’ingegnere non corre il rischio di alimentare i dubbi di chi ritiene che quello con Petrone sia un inciucio già scritto. «Ripeto: non sono uomo di inciuci. E non ho intenzione di arrivare al potere a tutti i costi. Non è quello che mi interessa. Voglio rivolgermi direttamente alle persone senza passare da accordi decisi in stanze chiuse». Per De Luca ci sono le condizioni per farcela. «Parlando da persona libera a persone che vogliono essere libere». E anche nell’anomalia di una eventuale vittoria con un Consiglio di altro colore politico, ribadisce: «Non sarà un ostacolo. Credo negli uomini, senza distinzione di appartenenza».

m.labanca@luedi.it

 

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