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Comunali, a Rende e Montalto pasticcio sulle preferenze
Conteggi e polemiche: slitta il dato sui consiglieri

Calabria

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COSENZA - Non siamo a Kabul e nemmeno in Angola. Ma a 48 ore di distanza dalle votazioni a Rende e Montalto ancora non si conoscono le preferenze dei candidati al consiglio comunale. Qualcuno dice che è un record nazionale, forse dettato da un eccesso di scrupolo della commissione elettorale che ha preferito conteggiare e riconteggiare le schede in maniera certosina. 

Così per tutti i candidati ieri è stata una giornata all’insegna della caccia al tesoro, dove per tesoro deve intendersi ovviamente il voto. In redazione sono arrivate una marea di telefonate di aspiranti consiglieri, noi le abbiamo restituite alle segreterie politiche e al Comune, ma senza successo. Eppure, soprattutto per Rende, i risultati dei singoli consiglieri non sono affatto neutrali perchè nella città dell’Università della Calabria saranno necessari i tempi supplementari per sapere chi sarà il sindaco della città. Nel turno di ballottaggio c’è bisogno della spinta di tutti, ma quelli che la daranno con maggiore convinzione saranno proprio quei consiglieri in bilico, il cui accesso in consiglio è condizionato dalla vittoria dell’uno o dell’altro candidato sindaco.

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Rende, che era riuscita a resistere al vento di destra degli uomini di Scopelliti nel 2010 (fu l’unica città calabrese che rimase in mano al centrosinistra), domenica scorsa proprio mentre il Pd raggiungeva il suo massimo storico, cedeva il passo all’avanzare della coalizione composta da un mix di liste puramente civiche e altre senza simboli di partito, ma di ispirazione nettamente di centrodestra (Fratelli di Rende, Forza Rende e Rende Centro destra). La coalizione è stata capeggiata dall’avvocato penalista Marcello Manna che nell’euforia del risultato va giù duro «Questo risultato, a nostro giudizio, significa che i cittadini rendesi, dopo 62 anni di potere assoluto e di gestione unilaterale, hanno bisogno di respirare aria nuova. Il diritto di cittadinanza appartiene a tutti e Rende non vuole più padroni, ma buoni amministratori che sappiano programmare il futuro».

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Da parte sua il candidato del centrosinistra, Pasquale Verre, continua a sottolineare le realizzazioni di trent’anni di riformismo rendese che hanno trasformato il piccolo borgo in una città moderna e all’avanguardia. Verre sottolinea anche che il suo avversario si camuffa dietro liste civiche, ma la sua vera ispirazione politica è di centrodestra. «Vuole portare a Rende il modello Reggio», ha commentato ieri a caldo. I risultati finali dicono che Verre è in vantaggio con il 37.8%, Manna invece è fermo al 31,14%. Seguono i 2.995 voti per Massimiliano De Rose (anche per lui l'area di riferimento è il centrosinistra, ma quello che sostiene Mimmo Talarico), che si ferma al 13,79%; Domenico Miceli, candidato del Movimento 5 Stelle, con il 9,71% (2.109) e Andrea Cuzzocrea (Centro democratico) al 5,28% (1.148). Chiude Luca Pizzini (L'Italia nel Meridione) con il 2,25% (489). 

Il vero nodo a Rende sarà la ricomposizione del centrosinistra, per arrivarci però bisognerà superare le frizioni personali fra il capogruppo regionale del Pd, Sandro Principe, e il consigliere regionale Mimmo Talarico. Vedremo nei prossimi giorni come si svilupperà il dibattito politico. Per il momento il candidato centrista Cuzzocrea si è detto pronto a siglare apparentamenti sulla base di tre punti programmatici che ha già posto pubblicamente. C’è da considerare però che il gioco degli apparentamenti non è indifferente rispetto l’ingresso in consiglio di Cuzzocrea.

Per lasciare Rende e tornare a Montalto, qui il ballottaggio non si terrà grazie all’affermazione di Pietro Caracciolo che ha messo fine alla lunga stagione di governo socialista di Ugo Gravina che aveva messo in campo il candidato del Pd, Franco Aceto. Caracciolo era sostenuto dall’Udc e da liste civiche anche loro di ispirazione di centrodestra. Anche questo è un dato in controtendenza.

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Caracciolo è riuscito a costruire la sua vittoria tessendo con molta pazienza la sua coalizione. Un lavorio partito circa un anno e mezzo prima attraverso una intensa attività sul territorio passata attraverso dialoghi costanti con le associazioni e convengi di un certo spessore culturale. Un’atttività che è riuscita ad aggregare molto, soprattutto le giovani generazioni. A Montalto, ada anlizzare i dati a disposizione, forse c’è stato un problema nella scelta del candidato sindaco, visto che comunque il Pd è risultato il partito più votato. Chi saranno i fortunati ad entrare in consiglio al momento non lo sappiamo perchè non ci sono dati ufficiali.

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