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Pd, la Direzione si riunisce
per non decidere ancora

Basilicata

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POTENZA - Più assenti che presenti ieri sera alla riunione della Direzione regionale del Pd di Basilicata. Almeno a livello di big.

Non hanno partecipato alla discussione che pure è di fondamentale importanza per capire come e quando svolgere il congresso regionale nell’ordine, il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, il segretario del partito lucano, Vito De Filippo e i parlamentari tutti a partire dal capogruppo alla Camera Roberto Speranza per proseguire con Filippo Bubbico, Salvatore Margiotta, Maria Antezza e Vincenzo Folino. Assenti anche due candidati segretari su tre e cioè Antonio Luongo e Dino Paradiso.

Presente quindi nella sala convegni del Principe di Piemonte solo l’spirante candidato alla segreteria regionale, il renziano, Luca Braia.

Presenti invece i consiglieri regionali a partire dal presidente del consiglio, Piero Lacorazza, al capogruppo democratico Roberto Cifarelli fino a Mario Polese, Vito Santarsiero e Vito Giuzio. Presente naturalmente anche il presidente regionale del partito, Pasquina Bona e il segretario provinciale di Potenza, Antonello Molinari. Non si è visto invece il presidente della Commissione regionale per il congresso, Giuseppe Laguardia.

Troppo bassa la rappresentanza di colonnelli quindi, per pensare minimamente che potesse essere deciso qualcosa di definitivo.

E così alla fine di un dibattito anche articolato e vivace con il voto a maggioranza dei presenti è stato deciso di aggiornare la Direzione regionale al prossimo 9 giugno. Giorno dopo lo svolgimento del ballottaggio per la carica di sindaco a Potenza (che vede in corsa da favorito il candidato voluto dal pd e cioè Luigi Petrone).

Ma il 9 giugno è anche il giorno dopo la scadenza dell’ultimatum inviato da Lotti secondo cui o il congresso regionale si svolgerà entro l’8 giugno oppure il Pd di Basilicata verra commissariato.

Ed è stato questo uno dei nodi attorno a cui si è complicato il dibattito. Motivo per fare le cose entro e non oltre il mese di giugno secondo  Giuzio che ha parlato di «onta da evitare». Tutto sotto gli occhi di Braia che evidentemente condivideva la posizione e le preoccupazioni espresse dal consigliere regionale della sua stessa area politica.

Un pò più cauta la posizione del pittelliano Polese che pur spingendo sulla necessità di restare all’interno delle regole ha prospettato un mini rinvio della celebrazione del congresso entro, al massimo, il 21 - 29 giugno.

Su un’altra posizione invece Piero Lacorazza che a diverse riprese ha chiesto il rinvio del congresso e la riapertura delle candidature alla segreteria «per gli scenari mutati dalla prima data prevista del congresso regionale» e cioè il 24 gennaio scorso. Per un rinvio a dopo una fase di confronto con la base e dopo  un dibattito «sulle problematiche politiche» anche il capogruppo Cifarelli che ha messo sul tavolo anche la questione del rimpasto di giunta. Pure Molinari e Santarsiero si sono espressi a favore di un rinvio. Insomma una cosa è certa: ieri il Pd ha deciso ancora di non decidere.

s.santoro@luedi.it

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