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Come il capoluogo
ha scelto nelle urne

Basilicata

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NON è più come un tempo che la città aveva certe zone roccaforti, con i voti che arrivavano in blocco, a seconda della casa madre dell’aspirante consigliere.  Ora che la città è cambiata, cresciuta e si è modificata anche nella sua dimensione urbana, il voto  delle comunali si spalma piuttosto omogeneo su tutta la città. Con una eccezione importante sulle campagne: lì la sfida, questa volta, è diventata una sorta di piccola storia nella solita storia.

Le zone periferiche della città sono emerse dallo spoglio di lunedì spaccate in due fronti. La zona più a nord continua a garantire un grosso bacino di voti a rappresentanti storici dell’area. Nicola Lovallo e Donato Coviello, uscenti del Pd, mettono insieme 980 voti, per la maggior parte localizzati tra Giuliano e Avigliano Scalo. A contrada Cerreta, invece, il voto è stato un piccolo blocco monolitico, tutto indirizzato su Donato Pace. Con 600 voti ha guadagnato il sostegno di un’area di cui ora sarà rappresentante naturale e che lo aveva “mandato” a competere nella lista dei Socialisti e democratici grazie alle primarie in contrada.

Al di là del risultato, che tante cose sarebbero cambiate nel voto potentino era stato chiaro fin dalla presentazione delle liste. Tra le liste, soprattutto nel centrosinistra, era stato chiamato a raccolta un pezzo importante della società civile che si è dovuto confrontare - e in alcuni casi scegliere - con più rappresentanti ideali. Molto associazionismo e molto sociale, per esempio, tra gli elenchi. C’era parecchia aspettativa sulla sfida tutta interna al mondo del sociale che ha inevitabilmente messo a confronto sul tema dei diritti e della partecipazione Gianluca Caporaso, responsabile del CSV e candidato con Socialisti e democratici, Bianca Andretta e Gianluca Meccariello, entrambi in lista con Petrone sindaco e impegnati nel sociale, e Franco Morlino in corsa con Popolari per l’Italia e da sempre impegnato in percorsi di sostenibilità sociale. Hanno avuto la meglio gli ultimi tre che si sono ritrovati sfidanti per schieramento, ma legati dall’impegno nell’associazione Potenzialmente Onlus.

Insieme a mondo civili, la politica tradizionale non ha rinunciato al confronto ideologico. «Il 7,3% delle europee a Potenza - dice Gianni Rosa, coordinatore regionale del partito - rappresenta la percentuale più alta realizzata nei capoluoghi italiani». Per questo a Fratelli d’Italia festeggiano comunque la consapevolezza di esser diventato un partito radicato. Alle comunali non hanno bissato del tutto la prova europea, fermandosi al 6 per cento. In aula di sicuro ci sarà Gerardo Bellettieri, avvocato e giudice sportivo, sostenuto dal partito, ha raccolto 603 voti. In bilico l’ingresso in consiglio di Alessandro Galella che otterrebbe un posto tra i banchi solo se a vincere il ballottaggio fosse il candidato sindaco Dario De Luca. Fratelli d’Italia, in generale, porta a casa entusiasmo e soddisfazione. Fanno bene in tanti in quella che era una delle liste più forti in gara.

«È il partito che rappresenta la destra in città», ha scritto su Fb Canio Sinisi, dirigente e militante della sigla. Lo diceva guardando anche alle percentuali totalizzate altrove, in quell’area. Forza Italia supera di poco il 5 per cento, facendo uno dei risultati peggiori di sempre in città. Un solo consigliere, un uscente, Francesco Fanelli, che alla storia degli azzurri appartiene da poco.

Cambia, così, il volto del voto cittadino su tanti fronti. Compreso quello delle facce che riempiranno l’aula di Palazzo di città: decisamente più giovani. Dopo una legislatura che ha potuto contare su una sola donna in consiglio, la prossima amministrazione ne vanterà sei. Più che la possibilità della preferenza di genere, è servita l’obbligatorietà della presenza di donne in lista. Soprattutto il centrosinistra ne ha scelte diverse come nomi di punta in ticket forti.

Sembra ormai lontano il voto di disagio e protesta che aveva fatto del Movimento 5 Stelle il primo partito della città alle politiche del febbraio 2013. Il discreto risultato alle europee (comunque un paio di punti al di sotto della media lucana) non ha trovato nessuna conferma a livello comunale. Poco più del 6% per il candidato sindaco Savino Giannizzari, ancora meno per la lista.

Ancora un dato nel voto cittadino, tutto racchiuso nelle cifre dello spoglio. Più di mille voti di scarto in più per De Luca che supera la coalizione; accade l’inverso con Petrone. Il segnale di protesta (o di scelta) sembra tutto lì, nel voto disgiunto.

s.lorusso@luedi.it

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