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Maratea
Un poliziotto in municipio

Basilicata

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MARATEA – Ha trascorso la notte in bianco, festeggiando con amici e consiglieri eletti nella sua lista il nuovo sindaco di Maratea Domenico Cipolla, dopo una cena a base di pesce in un ristorantino del centro storico e i numerosi brindisi di auguri con collaboratori e simpatizzanti.

Subito dopo la chiusura delle urne nel pomeriggio di lunedì si era capito che il risultato dello scrutinio avrebbe riservato qualche sorpresa e consegnato una novità alla città, perché Cipolla era in testa già dalle prime proiezioni e ha mantenuto il vantaggio vincendo con il 37,26% delle preferenze, rispetto al 34,64 di Francesco Ambrosio e al 28,08 del primo cittadino uscente Mario Di Trani: una vera e propria débâcle la sua.

Un’affermazione tanto più sorprendente quella di Cipolla, 46 anni, poliziotto con una passione viscerale per l’arte e la letteratura, in considerazione di tre peculiarità fondamentali: innanzitutto la sorpresa, appunto.

Cipolla era dato come outsider poco probabile in mezzo a due mostri sacri della politica marateota come Di Trani e Ambrosio, anch’egli già sindaco per diversi mandati a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90.

In secondo luogo la ristrettezza del bacino elettorale nel quale pescare i voti, perché si trattava di tre uomini e tre formazioni organiche al centro-sinistra, dal momento che il centro-destra non era riuscito a proporre una candidatura unitaria e la lista dei grillini era stata ricusata dalla commissione elettorale per un vizio di forma dovuto ad un errore burocratico commesso all’atto della presentazione dei moduli.

Terzo e più importante fattore lo squilibrio interno all’area politica e culturale di riferimento, poiché Ambrosio era parte integrante degli apparati di potere e consenso che hanno amministrato la città in passato e, in un certo senso, rimaneva espressione della nomenclatura, mentre Di Trani poteva vantare dalla sua il sostegno personale della famiglia Pittella e quello dell’establishment del Pd lucano.

Ciononostante alla fine l’ha spuntata il terzo incomodo, seppure con un margine di soli tre punti percentuali, ma con ben 1279 suffragi a favore e senza dimenticare che tutto il Pd per le europee ha preso 1236 voti: questo dato suggerisce che, di certo, qualcuno dei tre competitor è stato scelto alle comunali da elettori di altri schieramenti e che Cipolla, probabilmente sulla scorta dell’effetto Renzi di cui è un sostenitore di lungo corso in Basilicata, ha fatto man bassa tra iscritti e militanti democratici, ribaltando gli equilibri interni del partito proprio come aveva fatto il premier a livello nazionale.

Perciò «non ha pesato nemmeno la “lontananza” del governatore – sostiene nel corso di un’intervista telefonica – che stimo e con il quale non sono assolutamente in astio perché i suoi rapporti con Di Trani risalgono a frequentazioni di famiglia, che prima di lui avevano intessuto il fratello Gianni e addirittura il padre senatore don Mimì; tutte e due le famiglie vengono dal partito socialista e perciò non mi sono sorpreso di questa scelta di campo».

«Però gli elettori hanno capito e apprezzato la nostra ventata di novità rispetto alle altre due compagini e credo abbiano valutato la competenza e la professionalità di ciascuno di noi, che già da stamattina – ieri per chi legge – abbiamo messo al servizio della nostra comunità; nei primi cento giorni, visto che siamo già in piena stagione turistica, abbiamo intenzione di adoperare tutte le misure necessarie per soddisfare le esigenze dei clienti, degli operatori delle strutture ricettive e degli abitanti, a cominciare dalla predisposizione di un cartellone estivo degli eventi in programma da elaborare con gli addetti ai lavori».

«È il momento di rimboccarsi le maniche - ha concluso - e lavorare senza demagogia con programmi concreti ed efficaci: le persone ci chiedono di cambiare verso, sicuramente non per andare alla deriva e finire in un burrone, come avrebbe voluto qualche cattivo maestro».

 

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