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Re-indagato Santochirico
Nuove indagini sulle spese pazze

Basilicata

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POTENZA - Per loro la segnalazione era arrivata più di 6 mesi fa, per questo hanno già ricevuto un avviso di proroga delle indagini. E’ così che Vincenzo Santochirico ha scoperto di essere di nuovo indagato all’indomani del proscioglimento del gup. Assieme ad altri 2 “scampati” alla bufera esplosa l’anno scorso per le spese pazze in consiglio regionale, Emilia Simonetti e Giovanni Carelli, il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Michele Napoli, e 5 ex consiglieri rinviati a giudizio nell’ambito del primo filone dell’inchiesta, che ha preso di mira 2010 e 2011.

Ci vorranno mesi perché vengano ultimate ma sembrano destinate a riservare diverse sorprese le verifiche sulle spese dei consiglieri regionali nel 2009 e nel 2012. 

Nei giorni scorsi, infatti, sono stati notificati gli avvisi di proroga delle indagini per un consigliere in carica e 8 ex finiti nel mirino delle Fiamme gialle, che su delega della procura regionale della Corte dei conti hanno controllato i loro rendiconti del 2009 comunicando quanto emerso anche alla procura ordinaria.

Il risultato è stata la loro iscrizione nel registro degli indagati, che è un atto pressoché dovuto per poter effettuare gli accertamenti del caso. Ma da allora l’inchiesta dev’essersi allargata non poco viste le convocazioni come persone informate dei fatti di collaboratori di numerosi altri consiglieri ed ex, che si sono ripetute anche nelle ultime settimane. E di fatto ha ricompreso anche il 2012.

Le anomalie nella contabilità delle spese di segreteria e rappresentanza di Santochirico, Carelli, Simonetti, Napoli e gli altri 5 ex (Rocco Vita, Rosa Mastrosimone, Luigi Scaglione, Antonio Autilio e Gennaro Straziuso) erano state evidenziate anche dalla procura regionale della Corte dei conti che di recente ha citato 28 dei 30 consiglieri in carica nel 2009 per un presunto danno erariale di oltre 300mila euro. In pratica si tratta di tutti tranne 5.

La contestazione è di essersi fatti rimborsare come «rappresentanza» spese di vitto e alloggio. A questo i 9 segnalati subito alla procura ordinaria avrebbero aggiunto «altre spese» che per i pm finanziari andrebbero equiparate all’«acquisto di beni e servizi personali».

Così i libri e gli atti di un convegno per 1.200 euro addebitati a Luisa Simonetti. O i 1.500 euro per «prodotti tipici locali» e l’organizzazione di un convegno da parte della pro loco di Brienza per Rocco Vita. O ancora i 3 divani da quasi 8mila euro acquistati da Santochirico «di cui si sconosce l’effettiva destinazione».

All’ex assessore Rosa Mastrosimone  sono addebitati 2.300 euro per «profumi, farmaci, articvoli da regalo, abbigliamento, cornici, tabacchi, materiale vario, fiori e piante, libri. gioielli, pelletteria e riparazione tv (sic!)».

Napoli invece si è fatto rimborsare 114 euro di ricariche telefoniche a una collaboratrice. Mentre Luigi Scaglione ha rendicontato scontrini per l’acquisto di «cd, pile, piante e fiori, pneumatici, lavaggio auto, prestazioni varie e tabacchi». 

Ad Antonio Autilio sono contestate 1.500 euro per «articoli promozionali in argento e coppe sportive». Infine c’è Gennaro Straziuso che avrebbe presentato fatture e scontrini «con evidenti alterazioni nella data e negli importi».

Una menzione a parte merita soltanto Carelli, a cui la Corte dei conti potrebbe chiedere indietro 7mila euro per l’affitto di «elementi di arredo e attrezzature». Una fattura simile, infatti, era già farrivata l’anno scorso sulla scrivania del pm Francesco Basentini, che alla fine ha considerato la spesa ammissibile tra quelle «per l’esercizio del mandato», e ha tenuto fuori l’ex consigliere materano dai processi avviati nei mesi scorsi.

A meno di sorprese quindi c’è da aspettarsi che anche questa volta vada così.

l.amato@luedi.it

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