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Rischio anatra zoppa come nel 1999?
«No, non sarà come per Bonito Oliva»

Basilicata

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POTENZA - E se l’esito alla fine fosse quello del ‘99? Il risultato a sorpresa del primo turno delle amministrative di Potenza inevitabilmente rievoca quanto accaduto quindici anni fa, quando Gaetano Fierro riuscì a strappare al ballottaggio la vittoria dalla mani del candidato del centrosinistra, Prospero Bonito Oliva che al primo turno aveva sfiorato l’elezione diretta. 

Un parallelo che molti hanno tracciato già dalle prime fasi di questa campagna elettorale. Quando però si pensava che interpretare il ruolo di Fierro potesse essere Roberto Falotico. L’esito delle urne è stato diverso: a sfidare l’avvocato Petrone sarà l’ingegnere sostenuto dalle liste di un centrodestra che poco a che ha fare la storia politica della città. Una sfida, quindi, del tutto inedita. 

Ma l’interrogativo rimane: esistono oggi le condizioni perché il caso passato alla storia della vita politica cittadina possa ripetersi l’8 giugno prossimo? Per il protagonista di quell’inatteso successo, l’ex sindaco Fierro, allora candidato di centro, oggi coordinatore provinciale di Scelta civica che sta appoggiando la corsa dell’avvocato Petrone, «assolutamente no». C’è innanzitutto una questione di numeri: il professore partiva da un 24 per cento, ovvero otto punti in più rispetto a quelli da cui parte De Luca. Ma per l’ex primo cittadino con alle spalle tre mandati non è questa la questione dirimente. «Il fatto - spiega al Quotidiano - è che oggi non ci sono oggi le stesse condizioni storiche e sociologiche che hanno determinato il mio risultato». 

Fierro ne è sicuro: «A vincere sarà Petrone. E a determinarne la vittoria saranno i voti dei partiti di centro che lo sostengono, Scelta civica, Popolari uniti e Centro democratico. Siamo noi il vero valore aggiunto». Non si tratta solo di tirare acqua al proprio mulino, né di rivendicando un risultato prima di conseguirlo. 

Il professore fa un’analisi più politica, per certi aspetti sociologica, della composizione della città. «Io mi sono battuto contro un galantuomo come Oliva che però rappresentava l’anima a sinistra del centrosinistra. Io rappresentavo l’area moderata e al ballottaggio ho potuto contare sui voti di quel ceto medio che si era riconosciuto al primo turno nella candidatura di centrodestra di Blasi». 

E venendo, invece, all’analisi della situazione attuale, aggiunge: «Entrambi i candidati - dice - sono espressione della borghesia potentina e hanno origini democristiane. Ma mentre De Luca, in base ai partiti che lo sostengono, riuscirà a raccogliere il solo consenso del cosiddetto ceto medio, saranno i voti del ceto popolare, traghettati dai partiti moderati e di centro, a fare di Petrone il nuovo sindaco di Potenza».
«Non il Pd, ma i partiti di centro», ribadisce convinto l’ex primo cittadino del capoluogo che aggiunge: «Così è stato anche al primo turno. Il nostro contributo è stato determinante. Il Partito democratico ha perso voti, lo dicono i numeri. Molti hanno votato Falotico».
Il che tradotto in numeri, secondo le previsioni dell’ex primo cittadino, dovrebbe essere questo: il consenso per l’ingegnere sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia e Popolari per l’Italia non dovrebbe andare oltre il 30 per cento.

 

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