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Scopelliti, sfuriata con Alfano: «Via Gentile dal Ncd»
La lite per le Europee apre nuovi scenari per la Regione

Calabria

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CATANZARO – La mancata elezione di Giuseppe Scopelliti al parlamento europea ha generato un profonda frattura nel partito. E’ rottura tra i Gentile e Scopelliti (LEGGI LA NOTIZIA), dopo quasi cinque anni e un patto solido che li ha visti insieme (alle Regionali del 2010 e alle Amministrative del 2011).

L’ex governatore infatti ha chiesto ad Angelino Alfano non solo la testa di Gaetano Quagliariello, ma anche quella del senatore cosentino. Secondo Scopelliti è lui il leader in Calabria e i Gentile hanno dimostrato di non avere più il consenso di un tempo. La prova sono i voti presi dall’ex governatore (419) e quelli che i Gentile hanno raccolto per Filippo Piccone (658 preferenze), a Cosenza. Da questo momento Scopelliti, alla ricerca di un ruolo essendo fuori da tutto, vuole mano libera in Calabria. Per oggi pomeriggio ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Campanella per la sua analisi del voto.

 

Romperà il silenzio. Parlerà. Una sua uscita pubblica era attesa già all’indomani del risultato alle Europee, ma quel giorno, il 27 maggio l’ex governatore non è rimasto a Reggio, ha preso un aereo e nel pomeriggio è corso da Alfano, in segno di dissenso (se pur invitato) non ha voluto partecipare alla conferenza stampa nazionale dell’Ncd, si è confrontato col leader del suo partito e, furioso, ha detto la sua, avanzando una serie di richieste. Ed è stato allora, lunedì, che Scopelliti ha chiesto la testa di Gaetano Quagliariello, “colpevole” di aver sostenuto in Calabria Filippo Piccone e l’azzeramento di tutta la dirigenza del partito calabrese. Ora insomma vuole che si rimetta in discussione tutto, anzi soprattutto il nome del senatore Gentile, nel suo ruolo di coordinatore calabrese del Nuovo centro Destra. 

 

Il motivo? Il risultato elettorale, che in Calabria doveva essere ben al di sopra dei risultati raggiunti. Scopelliti immaginava di più, aveva altre previsioni, aspettative più larghe. Era già lì, pronto al salto su un trampolino di lancio che, dalla punta dello Stivale, avrebbe dovuto spedirlo direttamente in Europa. In questa campagna elettorale, in fondo breve per lui, ha anche speso del tempo fuori dalla Calabria, seminando altrove (Campania, Abruzzo, Basilicata) perchè dava per scontato che, nella sua terra, nessuno lo avrebbe tradito o almeno che le scelte fatte per la Regione non avrebbero pregiudicato il risultato alle Europee. Si sbagliava. Antonio Gentile, il senatore, insieme al fratello Pino che è in giunta regionale, è convinto che non deve giustificarsi con nessuno. La sua famiglia negli anni ha costruito un potere di consensi e potere enorme. Radicato. Anzi in questi giorni ad Alfano ha ricordato di aver fatto un passo indietro da sottosegretario di governo, pur non essendo neanche indagato (il pomo della discordia era la storia dell’Oragate), e in quelle settimane concitate, lui il senatore cosentino non si è sentito difeso da nessuno. Neanche dal già governatore, candidato all'Europarlamento. Gentile che, da anni, naviga nell'alto mare della politica non ha mai fatto mistero di non aver digerito l'uscita di scena di Scopelliti. Non avrebbe voluto insomma le dimissioni dalla giunta regionale. Già perchè l'ex governatore, all'indomani della condanna in primo grado per abuso d'ufficio per i conti del Comune di Reggio, convocò a Catanzaro, a Palazzo Alemanni una riunione, disse alla sua giunta, di punto in bianco, che si sarebbe dimesso e, anzi, chiese a tutti di fare lo stesso. Il suo esecutivo non lo seguì. In quella fase, e stiamo parlando di poco più di un mese fa, il coordinatore regionale e senatore Antonio Gentile disse, anche attraverso una nota stampa, che bisognava tener dritta la barra, attendere insomma la decadenza di Scopelliti e affidare la Regione ad un vice, non andare (come invece accadrà) ad elezioni regionali anticipate. Non fu ascoltato. Scopelliti si è dimesso. Non è tornato indietro. 

E non è tutto, anche la scelta della vicepresidente della giunta regionale, nella fase di transizione, Antonella Stasi (un non politico, una non eletta) è apparsa come un'offesa nei riguardi dei Gentile, basti solo pensare che Agazio Loiero, lanciando un assist al senatore affermò pure che sarebbe stato meglio evitare elezioni regionali e ancor meglio sarebbe stato affidare la guida di una giunta a qualcuno dalla lunga esperienza politica, come Pino Gentile, fratello del senatore. 

Molti affermano, dall’entourage dell’Ncd, che i dissensi sono iniziati da lì. Una cosa è certa però insieme, da una parte dal nord della Calabria e dall’altra parte dal sud, legati da un patto Gentile e Scopelliti hanno portato nel 2010 il centrodestra a conquistare la Regione, ora, (malgrado le liti del Pd) sembrano pronti a perdere.
Che cosa farà Alfano? Riflette. E Scopelliti per oggi a Reggio convoca la stampa. Rompe il silenzio. Parla.

 

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