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Il ministro Boschi a Potenza
Petrone strizza l'occhio a Falotico

Basilicata

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POTENZA - Da un lato Speranza, dall’altro Petrone. Al centro il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Nel capoluogo come big del Pd nazionale per sostenere l’ultimo miglio del candidato sindaco Luigi Petrone che domenica prossima se la vedrà al ballottaggio contro l’altro candidato sindaco rimasto in corsa Dario De Luca.

La Boschi ha attirato al Grande Albergo di Potenza la folla delle grandi occasioni: tantissimi in piedi e anche fuori nei corridoi. Non tutti del Pd. In sala c’erano esponenti di un pò tutti i partiti che sostengono Luigi Petrone: dal Centro democratico al Psi, ai socialisti fino ai Popolari uniti. E il ministro scelto da Matteo Renzi e diventata a breve l’immagine la donna copertina del governo nazionale non ha fatto tribolare troppo chi si attendeva l’endorsement: «Noi non ci accontentiamo mai e quindi vogliamo confermarci anche Potenza. Ci manca ancora questa e qualche altra città, ma il Paese ormai ha già deciso. Anche Potenza - ha aggiunto darà un segnale importante per gli italiani». In precedenza Maria Elena Boschi aveva ascoltato sia Speranza e sia Petrone dispensando sorrisi e annuendo alle parole del capogruppo alla Camera e poi a quelle del candidato sindaco.A rompere il ghiaccio è stato proprio Speranza che di fatto ha “portato” la Boschi a Potenza per spingere Petrone verso la poltrona di sindaco di Potenza. Il capogruppo Speranza prima ha parlato del voto eccezionale di domenica scorsa per tutto il Pd a tutti i livelli e poi ha chiuso chiedendo l’ultimo sforzo per Petrone «che è il miglior candidato che avremmo potuto scegliere».
Da parte sua, l’aspirante sindaco ringraziando tutti per il sostegno ha messo i piedi sul tavolo. «Chiedo agli elettori del centrosinista, anche di quelli che non mi hanno votato al primo turno di sostenermi al ballottaggio». In buona sostanza, Petrone tiene fede alle dichiarazioni a caldo e non apre nessun apparentamento ma si rivolge anche agli elettori di Falotico che ovviamente non erano con lui lo scorso 25 maggio. Nessun riferimento a Falotico come scontato. In sala comunque non è sfuggita la presenza dell’ex consigliere comunale Angelo Laieta storico sostenitore di Falotico.
Petrone quindi prima di chiudere ha spiegato la propria voglia di andare avanti «nello stesso modo e nello stesso stile mantenuto finora».
Detto questo c’è stato anche spazio per la galanteria. Prima con Giampiero Iudicello (primo degli eletti nella lista Pd) che ha portato un mazzo di fiori alla Boschi e poi con Speranza che spiegando la decisione di svolgere l’incontro al chiuso «erano previste condizioni meteo terribili» ha quindi aggiunto rivolgendosi a Maria Elena Boschi: «Ma poi sei arrivata tu ed è migliorato anche il clima».
Tornando alle dichiarazioni, il ministro sul voto più in generale ha spiegato: «C'è stato, in generale un processo di cambiamento e di rinnovamento, che è stato incarnato dal Pd e da questo governo che in questi tre mesi ha convinto gli italiani. C’è poi anche un’esperienza di buona amministrazione sul territorio che il Pd ha dimostrato in questi anni».
E ancora ha aggiunto la ministra: «Il consenso dato dai cittadini al Pd non è un atto di fiducia al buio ma è frutto del lavoro di questi mesi: le riforme sono fondamentali per il nostro Paese, le abbiamo attese per anni e a chi dice che andiamo troppo di fretta, noi rispondiamo che non corriamo a sufficienza, perché queste riforme le aspettiamo da troppi anni. Dobbiamo trasformare la gioia per il risultato delle europee in responsabilità e soprattutto in coraggio per cambiare».
E ancora sulle azioni già messe in atto dal governo: «Il Pd sarà sempre al fianco dei Comuni e dei sindaci non solo per la particolare sensibilità del premier che è stato sindaco ma per l'impegno al sostegno degli enti locali, che c’è e ci sarà sempre di più in futuro.
Applausi anche dalla prima fila dove tra gli altri c’erano De Filippo, Margiotta, Santarsiero, Peppino e Antonello Molinari, Straziuso e Restaino.
Non c’era invece, Marcello Pittella che ha spiegato su Fb il motivo della propria assenza: «Oggi ho dedicato finalmente un pó di tempo ai miei figli più piccoli. Ogni incarico politico, anche il più complesso, non può e non deve surclassare l'impegno come genitore, nel mio caso in perenne debito con la famiglia».

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