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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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NELL’EVOLUZIONE della specie, siamo passati dall’homo erectus all’homo sapiens (giusto per citarne un paio), mentre qualche secolo più tardi si è iniziato a parlare di homo civis, il cittadino, arrivando a sostenere che “si no es civis no es homo”. La costruzione del cittadino consapevole e partecipe è ancora in corso, e i tempi che viviamo ci suggeriscono che l’obiettivo dev’essere ancora più ambizioso: dobbiamo diventare homo europeus.

 Il cittadino europeo, con i suoi diritti e i suoi doveri, da esercitare trasversalmente in tutti gli stati membri, ha un vantaggio innato derivante dal fatto che il suo raggio di azione non è più legato alla città, alla regione o alla nazione di appartenenza, ma può esercitare i suoi diritti in tutti gli stati membri. E sono diritti che ci hanno conquistato a ritmo di guerre, di rivoluzioni e di democrazia e che non devono essere passate invano. Basti pensare all’amico polacco che ha partecipato alle prime elezioni parzialmente libere nel 1989 o alla situazione di tutto il territorio europeo nella prima metà del ventesimo secolo. Oggi non possiamo più permetterci di guardare al locale senza pensare al globale ed il processo passa inevitabilmente per l’Unione Europea. Dei diritti di cittadinanza già elencati alla C di cultura, oltre al circolare, votare, ricevere protezione diplomatica, spicca il diritto di petizione al parlamento europeo. Di cosa si tratta? E’ il diritto di cui gode ogni cittadino dell'Unione europea, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia sede in uno Stato membro, di presentare al Parlamento europeo un'istanza o un reclamo su una materia che rientra nel campo di attività dell’Unione europea e che lo concerne direttamente. Perciò i parlamentari che abbiamo votato la scorsa settimana sono nostri rappresentanti a tutti gli effetti e sono tenuti a darci conto del loro lavoro e supportarci in caso di problemi che riguardano le Istituzioni europee.

Il trattato di Lisbona ha istituito anche un altro diritto per noi cittadini, quello d’iniziativa. La promozione del processo legislativo era una prerogativa della Commissione Europea, mentre da qualche anno i cittadini hanno il diritto di iniziativa. Un milione di cittadini, provenienti da almeno sette stati membri, possono presentare proposte e diventare direttamente protagonisti del processo legislativo. In corso, ad oggi, ci sono otto proposte aperte alla firma che vanno da iniziative per il pluralismo dei media (problema sentito anche da noi, ma in maniera molto maggiore in alcuni stati dell’est) ad un piano straordinario europeo per la crescita e lo sviluppo sostenibile. Basta digitare “diritto di iniziativa” su qualsiasi motore di ricerca per accedere a tutte le informazioni e comprendere meglio cosa significa e come funziona. Altro diritto molto attuale ed utilissimo sia per cittadini che per le aziende è l’accesso ai documenti di istituzioni, organismi, agenzie e tutto ciò che concerne la pubblica amministrazione. La trasparenza è un tema che sta prendendo piede in tutto il territorio dell’Unione, ma sta a noi cittadini controllare l’operato di chi ci governa e stimolare le amministrazioni ad fornirci i loro dati.  L’agenda digitale europea va di pari passo con le agende digitali degli stati membri ed è di questi giorni lo studio che ci vede tristemente ultimi per accesso alla banda larga, anche se si è verificato un aumento dell’uso del web sia per motivi commerciali che di informazione e gli obiettivi. Secondo questi ultimi dati la Commissione europea è sulla buona strada per raggiungere 95 dei 101 obiettivi dell’Agenda digitale per l’Europa entro il 2015; tocca agli europei supportare questo processo e diventare cittadini più informati e quindi più consapevoli.

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