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Tallini: «Isolare chi progetta sconfitte a tavolino»
E sulla coalizione: «Primarie, ma entro giugno»

Calabria

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CATANZARO - La scadenza per le Regionali ormai è fissata e impazza nelle forze politica il tema delle primarie. E se il centrosinistra, pur aduso alla consultazione pre elettorale per la scelta del candidato, fa emergere più anime (LEGGI) che fanno presagire una vera e propria battaglia, anche a destra la discussione si accende con la partecipazione di autorevoli esponenti della possibile coalizione. Dopo gli inviti di Gasparri e Alemanno a rendere la Calabria una sorta di laboratorio per un accordo di tipo nazionale (LEGGI) a prendere la parola è l’assessore regionale Domenico Tallini, esponente di punta di Forza Italia, che approva l'idea delle primarie estese a tutta la coalizione ma aggiunge che è necessario «mettere all’angolo coloro che progettano una sconfitta a tavolino». 

L'assessore regionale ritiene che «la Calabria sarà il primo grande banco di prova in Italia dopo le europee ed avrà pertanto una valenza nazionale». E alla luce dell'ultima consultazione elettorale il risultato, per Tallini, non appare affatto scontato: «Il centrodestra calabrese si attesta sul 34,6 per cento, ben 13 punti in più rispetto alla media nazionale (21,20), costringendo il Pd di Magorno a perdere 5 punti rispetto alla media nazionale del partito. Il risultato delle Europee rappresenta pertanto una significativa piattaforma elettorale su cui costruire una coalizione capace di vincere». 
Ma per ottenere il massimo risultato Tallini non dimentica il fattore aggregante. Insomma da soli non si vince e men che meno si può vincere se ci si fa la guerra, con un sotterraneo riferimento a quanto sta accadendo nell'Ncd tra l'ex governatore Giuseppe Scopelliti e i fratelli Antonio e Giuseppe Gentile (LEGGI), o se si considera una forza politica maggiormente determinante rispetto alle altre della coalizione. Il motore di Forza Italia nel Catanzarese, infatti, rimarca come sia «fondamentale, innanzitutto, salvaguardare l'unità dell’alleanza, in un rapporto di pari dignità e rispetto per tutte le componenti che vi concorrono, auspicando peraltro un ulteriore allargamento a forze politiche, movimenti civici e associazioni che intendano condividere questo progetto». 
Ma essere uniti non basta. Tallini chiede anche si faccia in fretta «non oltre la fine di giugno». La ricetta per vincere dell'esponente di Forza Italia prevede, quindi, che «l’alleanza possa giungere all’individuazione del candidato alla Presidenza della Regione, ricercandolo tra le personalità che meglio possano rappresentare l’esigenza di unità tra le forze politiche», e in quest'ottica «il meccanismo che appare più adeguato, anche per impedire devastanti scelte calate dall’alto e non radicate sul territorio, è quello delle primarie di coalizione, aperte a tutti quei cittadini che appartengono al grande popolo dei moderati. Il nostro partito è in grado da subito di proporre al tavolo delle primarie personalità in grado di attrarre un forte consenso, garantire l’unità dell’alleanza e suscitare un forte entusiasmo nell’elettorato rifugiatosi nell’astensionismo». Un percorso che, però, «riguarda il ruolo istituzionale in una logica di coalizione e non la leadership di Forza Italia che appartiene saldamente al presidente Berlusconi».

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