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«La Giunta resta pienamente operativa»
Adduce ammette il vulnus

Basilicata

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MATERA - «Non credo sia una questione da sottovalutare e farò una valutazione ed un rapido giro di consultazioni con i partiti della maggioranza ma gli atti non sono assolutamente a rischio. Avevo già segnalato questa questione».

Il sindaco di Matera Salvatore Adduce ammette il vulnus creato dalla mancata presenza di donne (“Lo avevo segnalato ai partiti ma non ho deciso solo io” aveva già detto Adduce sabato in conferenza stampa) all’interno del suo esecutivo ma sottolinea come «non si tratta certo di una mancanza di sensibilità per un’Amministrazione che ha cominciato, scelte da me, con la metà delle presenze femminili in giunta e che ha anche tra i suoi dirigenti una maggioranza di donne, ha un presidente del Consiglio comunale donna.

E’ una questione assolutamente sentita, in questo caso la formazione della giunta non ha portato a questa presenza, vedremo cosa si potrà fare, esamineremo nel dettaglio anche la parte giuridica ma non credo che ci siano rischi per la legittimità degli atti che andranno posti in essere».

Resta la difficoltà di una giunta senza donne al suo interno ma l’altrettanto concreta realtà di riuscire a riequilibrare facilmente una situazione come questa che presenta, ovviamente, una serie di decisioni politiche collegate che non sembrano facili da modificare. Ed allora si capisce come Adduce sposti la questione e aggiunga: «la cosa più importante in questo momento è lavorare, pedalare per la città, è quello che mi interessa di più fare e per cui mi sto adoperando in questa situazione».

 Nel frattempo non mancano ovviamente gli interventi che, sulla scorta di quanto sollevato da 5 Stelle, chiedono l’ingresso di donne nell’esecutivo ed il rispetto della normativa. «La rinnovata Giunta del Comune di Matera avrebbe dovuto, come richiesto dalla Legge 215 del 2012, garantire la presenza di entrambi i sessi» scrive la consigliera regionale di parità Anna Maria Fanelli rivolgendosi direttamente ad Adduce in una lettera.

«Date queste premesse chiedo una sollecita modifica della composizione della giunta.

Voglio sottolineare che la norma relativa alla doppia preferenza di genere si inserisce in un nutrito filone di giurisprudenza amministrativa che ha più volte annullato le delibere di nomina delle Giunte che non rispettavano i principi in materia di parità di genere previsti dagli Statuti.

A tale proposito rammento il ricorso al Tar del Lazio proposto dall’ANDE di Roma contro il Comune di Civitavecchia.

A seguito di tale ricorso, la sentenza del Tar del Lazio ha annullato la delibera di nomina della Giunta Comunale di Civitavecchia che vedeva la presenza oltre al Sindaco di una sola donna su sette Assessori (Tar Lazio, sentenza 21/01/2013 n. 663). Sentenza che ha definito che l’effettività della parità nelle Giunte viene garantita con la presenza del 40 per cento di persone del sesso sottorappresentato nelle Giunte».

La consigliera di parità chiede tra l’altro il rispetto delle quote di genere «nei Consigli di Amministrazione e nei Collegi Sindacali delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni».

p.quarto@luedi.it

 

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