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Si alzano i toni della sfida
Ora è scontro sulle ideologie

Basilicata

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POTENZA - E pensare che la prima parte di questa campagna elettorale era stata tutta un consegnarsi le armi. Botta e risposta al massimo sui debiti del Comune, di tanto in tanto sulla ztl.

Ma sarà il ballottaggio, sarà che la storia cittadina ha già insegnato a non dare per scontate vittorie e a temere rimonte, le cose sono cambiate. Così, negli ultimi giorni, a poche ore dal ballottaggio per la scelta del sindaco, il capoluogo si trova tirato in un confronto che improvvisamente vira sull’ideologia.

Dario De Luca, schieramento di centrodestra, ma appello a tutta la città «per il cambiamento». Luigi Petrone, centrosinistra, ma invito a tutta la città «moderata». L’uno contro l’altro, al di là della stima reciproca e degli attestati di rispetto sbandierati  nelle prime settimane di competizione. Ora che il ballottaggio è alle porte la sfida si è fatta intensa. Una serie di dichiarazioni incrociate tra i due schieramenti ravvivano lo scontro politico.

«Santarsiero dovrebbe davvero chiedere scusa, davvero», dice Rocco Coviello, dirigente di Fratelli d’Italia-AN,  che nella destra è cresciuto e ha militato, traghettandone la rappresentanza in un assetto moderno a livello locale.

Né in quella sigla, né altrove, tra i sostenitori di De Luca, sono state mandate giù le parole dell’ex sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, che in un’intervista rilasciata al Quotidiano aveva accostato la militanza di destra ad atteggiamenti xenofobi. «Ho già avuto modo di spiegare che quel riferimento era alla destra che ha vinto in Europa,  con cui Fratelli d’Italia-AN ha stretto alleanza. Ma è a quelle formazioni che mi riferivo, quelle di cui stiamo parlando da giorni guardando al nuovo volto di Strasburgo». Se non bastasse, dice Santarsiero, la cosa è già stata chiarita anche con Gianni Rosa, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. «Ci siamo incontrati in commissione in Regione, ho chiarito. Davvero, alimentare la polemica è strumentale».

Ma nel frattempo le cose si sono aggrovigliate. Perché alla storia pre-caduta-del-muro ha fatto un riferimento anche Petrone, in un post su Facebook con cui rispondeva all’avversario. Il pretesto, un confronto televisivo rinviato. Poi l’accusa dell’avvocato all’ingegnere: «Ho a cuore la salvaguardia della democrazia anche perché tu e le tue squadre ne avete un’altra di idea, del tutto discutibile e condannata dalla storia della umanità».

Da lì, un fiume di commenti, battibecchi tra le parti, richiami alla storia e alla contemporaneità. «Se vince De Luca - scrive Enzo Fierro, ex candidato al consiglio con i Popolari uniti - la città in mano alla destra intransigente e riottosa. I moderati di Potenza determineranno la vittoria di Petrone». Replica subito nei commenti un altro dirigente di Fratelli d’Italia, Donato Ramunno: «Guarda caro Enzo, la moderazione che intendi tu, fatta di compromessi, corruttela, privilegi e affarismo è diventata estremismo. Quell’estremismo che ha rovinato Potenza».

La verità, dice ancora Rocco Coviello, «è che il centrosinistra sta cercando di sopperire con assurdi richiami a un’assenza di argomentazione». È la paura che sta portando il centrosinistra a «estremizzare alcuni spunti, per incutere timore nell’elettorato. Ma senza ragione».

Insomma «abbiamo collegato a un sindaco più realtà, più voci, più storie. Se davvero Dario fosse radicale, potremmo convivere? Questa corsa è stata costruita su una condivisione di valori, non sulle ideologie».

Certo, i partiti ci sono, in alcuni casi anche con forza. «Ma la gente ha apprezzato il candidato sindaco che ha saputo parlare di città e ispirare la fiducia nel cambiamento, quello vero». Finito il tempo delle ideologie, «non ha senso cercare di imbarbarire i toni. Adesso tocca alle idee».

 

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