Salta al contenuto principale

Dario De Luca verso il voto
«Con noi la città che vuole cambiare»

Basilicata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 14 secondi

 

CHE aria tira? «C’è aria buona». E lo ripetono spesso perché questa volta «è andata come nessuno sperava». Questa volta al ballottaggio è arrivato «chi può farcela, chi davvero sa di cambiamento». A Dario De Luca e al resto del gruppo «mancano pochi metri al traguardo»: a poche ore dal ballottaggio, l’appuntamento di ieri sera serve a tirare le somme e fare festa.

Sul palco dell’ultimo comizio salgono un po’ tutti a rappresentare la sfida «già vinta» contro le armate di centrosinistra e certi blocchi di centrodestra. «Ora in sfida ci siamo noi che siamo il blocco di chi fa politica con disincanto», dice Giafranco Blasi in piazza Duca della Verdura, lo stesso luogo del comizio finale del primo turno. Due settimane fa davvero in pochi avrebbero scommesso su De Luca sfidante del candidato del centrosinistra, Luigi Petrone.  «Ci crediamo, davvero». E poi, «grazie», uno per uno. Anche alla famiglia che, sempre schiva, nell’ultima sera di campagna elettorale è in piazza con gli altri. I coretti improvvisi, gli striscioni e lo sfottò agli avversari che pochi metri più in là, in piazza Mario Pagano fanno festa con «pagliacci e saltimbanchi».

Mariangela, che del comitato elettorale ha tirato le fila, sempre dietro organizzazione e tensioni logistiche, sa che «è questione di speranza. Finalmente».  Lo sa anche Vincenzo Belmonte, Cenzino per tutti, ex consigliere con militanza di destra e voce che si commuove mentre racconta della campagna elettorale: «È che un risultato così, accidenti».

Sono lì, in parecchi, tra candidati, eletti e sostenitori. Ci sono gli alti dirigenti di partito. L’ex ministro Mauro (Popolari per l’Italia) e il senatore Tito Di Maggio dividono il palco con gli eletti di palazzo di città. Atonio Vigilante, Franco Morlino e Gerardo Bellettieri si augurano che possa raggiungerli presto Alessandro Galella: sarà suo il seggio in più in caso di vittoria di De Luca. «La verità - racconta Bellettieri - è che questa volta è stato spumeggiante. Mica come nel 2009, quando il Pdl ci costrinse ad accettare la candidatura a sindaco di Peppino Molinari (ex deputato Margherita, ndr) e passavamo più tempo a spiegare il perchè di una scelta». All’avversario rinfacciano di essere espressione del sistema che dice di voler scardinare.  «Noi, invece - ribadisce De Luca - la città che vuole cambiare. Eccola spiegata l’aria buona».

s.lorusso@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?