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Speranza cuce le bocche a tutti:
«Se ne parli solo da lunedì»

Basilicata

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POTENZA - È ormai corsa contro il tempo per trovare la quadra sulla spinosa questione del congresso del Pd lucano. Archiviata la parentesi del voto comunale nel capoluogo di regione, non ci saranno altre scuse per spostare ancora più in là la discussione.
Anche perché all’interno del partito le posizioni continuano a essere molto contrapposte. Non si tratta solo dello scontro tra favorevoli e contrari a un eventuale ulteriore rinvio della data, che a questo punto sembra sempre più probabile. Ma soprattutto della ruggine tra chi crede che le candidature, presentate lo scorso febbraio, vadano riaperte e chi invece chiede di blindarle ai tre nomi rimasti in pista: quelli di Luca Braia, Antonio Luongo, Dino Paradiso. Divergenze a partire dalle quali si proverà a trovare una linea condivisa nella direzione regionale fissata per domani. Nel frattempo, venerdì scorso, sono emerse con più chiarezza le posizioni di due pezzi da novanta dei democratici. Quella del governatore Pittella è emersa nell’intervista rilasciata al Quotidiano della Basilicata: il presidente sembra favorevole a trovare una nuova guida per il partito nel più breve tempo possibile. Certo, Pittella parla molto esplicitamente della necessità di una ritrovata unità all’interno del partito democratico, ormai da troppo tempo in balia dei veleni interni. Un tentativo di sintesi che - dice lui - seppure non deve avere necessariamente come esito finale Braia segretario, è da questa candidatura che deve partire. Questione che - il governatore non esclude - sempre nell’ottica di una rinnovata unità, potrebbe passare anche attraverso gli assetti istituzionali, ovvero un rimpasto di Giunta, anche se solo parziale. Ma nello stesso giorno sceglie di parlare di congresso regionale, anche il presidente del Consiglio, Piero Lacorazza. Attestandosi su posizioni divergenti. Le candidature vanno riaperte: è da qui che parte l’ex presidente della Provincia di Potenza, spiegando che è impensabile tenere un congresso a luglio o settembre candidature bloccate a febbraio. Significherebbe - per Lacorazza - chiudere al confronto con la società civile, decidendo di tenere fuori tutto quello che è venuto fuori in questi mesi in casa dei democratici, a partire dal grande risultato di Renzi alle europee. Posizione su cui si ritrova l’ex sindaco di Potenza, oggi consigliere regionale, Vito Santarsiero, che proprio dalle colonne dal Quotidiano ha chiarito di volere un rinvio con riapertura dei termini.
E rispetto alla quale si differenzia la linea dell’alleato ritrovato per le amministrative del capoluogo, Salvatore Margiotta. Il senatore chiede di non andare oltre giugno e considera l’apertura a nuove candidature quasi certamente non praticabile, stando alla lettera dei dirigenti nazionali Morando e Lotti, dello scorso aprile. La direzione potrebbe provare a convincere il nazionale. Ma l’ipotesi resta comunque abbastanza remota. Nel frattempo ci pensa il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, a chiudere le bocche a tutti. Ieri, contatto dalla redazione del Quotidiano in merito alla sua posizione sul congresso, anche dopo le dichiarazioni di Pittella e Lacorazza, ha risposto: «Al momento mi occupo solo di comunali. E pregherei tutti i dirigenti del partito a occuparsi del congresso solo a partire da domani».

 

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