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L'Udc gela gli alleati e boccia l'ipotesi "primarie"
«Prima serve una piattaforma programmatica»

Calabria

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CATANZARO - Doccia fredda sugli alleati da parte dell'Udc che mette un freno all'ipotesi delle primarie nel centrodestra e prima di parlare di candidati e voto popolare chede di fissare i paletti del progetto generale. «In questa fase occorre discutere della progettualità di sviluppo più adeguata per una regione del Mezzogiorno come la Calabria, piuttosto che di organigrammi e di candidati alla Presidenza della Regione». Questo in sintesi è quanto emerso dalla riunione del Comitato regionale del partito centrista alla quale hanno preso parte tutti i dirigenti del partito. 

Nella nota si precisa che «occorre un confronto politico da intensificare ancora di più ed in tutte le sedi con il Nuovo centro destra al fine di discutere dei prossimi scenari che si prefigurano anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e con un’impostazione che possa essere quella più congeniale per i tanti bisogni dell’economia e della società civile calabrese». 
 
 
In particolare, il segretario regionale dell’Udc, Gino Trematerra ha sostenuto che «l'Udc calabrese è soddisfatto del risultato elettorale conseguito nel voto per l'Europa che rappresenta la migliore performance d’Italia ed ha garantito all’on Cesa un risultato brillante che gli ha spianato la strada per Bruxelles», ma archiviato il risultato elettorale Trematerra ha aggiunto che in riferimento al dibattito sulla scelta del candidato presidente alle regionali, Trematerra ha espresso «una forte perplessità circa il 'botta e risposta' del momento» e più in generale la direzione dell'Udc ha chiarito che «l’esito e l'amplificazione mediatica di questo dibattito incentrato sui personalismi non ci pare né utile né convincente, anzi rischia di non far comprendere quali sono stati le luci (tante) e le ombre (che pure ci sono state) dell’esperienza di governo della Regione in questi ultimi anni e peggio ancora rischia di non entusiasmare l’elettorato moderato che rifugge sia dai richiami del centrosinistra che dalle semplificazioni populistiche del momento. L’Udc ritiene che la politica sia prima di tutto assunzione di responsabilità e risoluzione pragmatica dei problemi dei calabresi, perciò occorre prestare attenzione agli errori che potrebbero ridurre lo spazio elettorale dei moderati e concentrarsi con l’urgenza che la situazione esige sulla costruzione di una proposta politica che, valorizzando quanto di buono finora è stato portato a compimento, sappia guardare alle sfide dei nuovi tempi». 
Il partito centrista, inoltre, ha ricordato che «l'Udc ha accettato di rinnovare la Regione stringendo, nel 2010, un 'patto' con il presidente Scopelliti. Ora, osservando il dibattito che si è aperto in Calabria sia nel centrodestra che nel centrosinistra, riteniamo che sia fondamentale non dare priorità alle scelte personali o ai nomi da indicare alla guida della prossima coalizione che dovrà assumersi l’onere di guidare la Regione, ma al progetto ed alla squadra con cui proseguire l’azione di rinnovamento di cui la Calabria ha assoluto bisogno». 
Per Trematerra «è semplicemente disorientante dare enfasi a "primarie si primarie no" o a nomi e cognomi di politici quando non vi è ancora una piattaforma di proposte da elaborare in comune fra gli alleati e da sottoporre in un secondo momento al mondo associazionistico, alle forze economiche, sociali e culturali della Calabria. Una strategia simile dimostrerebbe che chi la fomenta non ha contezza della gravità della sfida che i populismi hanno lanciato al sistema democratico in sé, sia in Europa che in Italia e quindi anche in Calabria».

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