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Petrone sconfitto
E il Pd mostra le crepe

Basilicata

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POTENZA - «Un disastro». Questa è la frase che si sente dappertutto. Dentro e fuori il comitato elettorale di Luigi Petrone.

Le facce sono lugubri. Per chi da anni è abituato a vincere a mani bassi è una “mazzata”. C’è poco da commentare. E’ una sconfitta che fa male e che inevitabilmente porterà reazioni a catena. Fuori e dentro il Pd. Ma soprattutto dentro il Pd. Perchè è la sconfitta del candidato sindaco Luigi Petrone che andrà a fare solo il consigliere comunale ma soprattutto è la “debacle” di una classe dirigente che sul nome dell’avvocato Petrone ci ha messo faccia e cuore. In primis Salvatore Margiotta, Vito Santarsiero e Roberto Speranza.

Con il senno di poi si dirà che forse le primarie dovevano essere fatte senza e senza ma. Ma con il senno di poi tutto è più semplice. La realtà è che Petrone che al primo turno avendo ricevuto meno voti delle sue liste non è riuscito a scollinare oltre il 50 per cento. E ieri è stato tutto un conteggio in termini di numeri negativi. Petrone ieri rispetto al 25 maggio ha ottenuto quasi 9 mila voti in più. Un mare di voti. Gli stessi che invece ha ottenuto in più il suo avversario e nuovo sindaco di Potenza, Dario De Luca.

Al primo turno Petrone aveva ottenuto 20.313 preferenze. Ieri invece si è fermato a 11.541. Troppo pochi. Completamente diverso il discorso per De Luca che rispetto al 25 maggio è passato da  7.132 a 16.293 voti. Se Petrone avesse confermato il dato del 25 maggio sarebbe bastato ma non è andata così.

Novemila potentini ieri sono andati al mare colti da improvvisa voglia di farsi il primo bagno della stagione? No. La verità è che il ballottaggio è una sfida elettorale uno contro uno. Non ci sono più i candidati a tirare il risultato. E al primo turno Petrone poteva contare su un esercito di aspiranti consiglieri in più rispetto all’ingegnere De Luca. Ma anche così forse non si spiega un risultato così rotondo e una sconfitta così bruciante per il centrosinistra.

Di certo è finita un’epoca. Per le analisi c’è da attendere almeno 24 ore. Perchè di teoria a caldo, ieri notte, nel comitato di Petrone se ne sono ascoltate tante. Il fatto che Potenza passi al centrodestra come è anche accaduto a Perugia e Livorno (dove si è pure svolto il ballottaggio ieri) non si spiega solo con una tendenza nazionale. Perchè il Pd alle europee (dove più conta il voto politico) ha vinto a mani basse.

Ad ogni modo le facce dei big accorsi a dar manforte a Petrone non promettevano niente di buono. Speranza, Margiotta, Luongo, Santarsiero, Molinari, Lacorazza, Folino non si spiegavano il perchè. Iudicello aveva quasi le lacrime agli occhi. Polese era contrariato. Insomma le prossime ore saranno difficili per i democratici potentini. E c’è pure una Direzione regionale da svolgere (oggi pomeriggio) che probabilmente verrà rinviata. Ma non sarebbe un buon segnale: perchè rinviare ancora la resa dei conti significa continuare sulla strada che ha portato al risultato della sconfitta.

s.santoro@luedi.it

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