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E ora si fa sul serio per il congresso
Fase decisiva per scegliere il segretario

Basilicata

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POTENZA - “Eppur si muove”. Sarà anche vero che è come se cominciasse oggi la fase congressuale del Pd di Basilicata. Ed è verissimo che la questione di fatto è stata derubricata a dopo l’esito del ballottaggio per la guida del Comune di Potenza. Roberto Speranza due giorni fa ha “ordinato” di pensare al congresso solo dopo il risultato di Petrone. Ma è anche altrettanto vero che nella scorsa settimana le cose si sono mosse. Insomma ufficialmente la questione riparte da oggi con la riunione della Direzione regionale del Partito democratico. Riunione che riparte dal nulla di fatto di due settimane fa. Ma non si parte da zero. Innanzitutto si riparte dai tre candidati segretari e da una data da fissare per la celebrazione del congresso con tanto di primarie da organizzare.  I tre candidati rappresentano ognuno una area politica di riferimento preciso. C’è Luca Braia che è il candidato dell’area renziana. In realtà quando si chiusero i termini i candidati della Renzi erano tre: oltre all’ex assessore c’erano in campo Mario Polese, Salvatore Margiotta e Francesco Mitidieri. Poi gli ultimi tre fecero un passo indietro consentendo all’area renziana di compattarsi.

C’è quindi l’ex parlamentare Antonio Luongo che rappresenta un pò tutta l’area ex diessina più Vito De Filippo e altri che all’ultimo congresso nazionale sostennero Gianni Cuperlo. E infine c’è Dino Paradiso che è l’esponente dell’area politica di riferimento di Pippo Civati.

E quindi si parte da questi tre. Con le squadre di sostenitori abbastanza definiti. Almeno sulla carta. Tranne Piero Lacorazza che è uscito allo scoperto chiedendo senza se e senza ma la riapertura delle candidature. Insomma il presidente del Consiglio regionale chiede il superamento delle candidature già in campo. E chiede quindi il superamento anche della candidatura di Luongo.

Ma non è l’unico nodo. La riapertura delle candidature oppure no è legata a doppio filo alla data del congresso. La data indicata da Luca Lotti e dal Pd nazionale è già scaduta ieri. Il braccio destro di Matteo Renzi aveva minacciato di commissariare il Pd lucano se non si fosse celebrato il congresso in Basilicata entro la data di ieri. La Direzione di oggi riparte quindi dal tema commissariamento sì o commissariamento no e sulla discussione di celebrare il congresso entro e non oltre la fine di giugno come vorrebbero Braia, Margiotta e più o meno tutti i renziani. In questio caso difficile che vengano riaperte le candidature.

Ma c’è anche il tema di come mantenere l’unità. Se tutto rimane com’è si va allo scontro. Insomma chi ha più “cartucce spara”. Ma non conviene a nessuno. Per questo andrà fatto un duro lavoro diplomatico. Non è facile.

Perchè potrebbe essere Braia il candidato unitario? Pare complicato. Luongo? Ancora più difficile nonostante i tanti big che alla fine non sarebbero scontenti di questa ipotesi. Ma Luongo segretario quanto si concilia con l’idea del Pd 2.0 guidato da Renzi? Poco. Pochissimo.

Serve che qualcuno si carichi sulle spalle anche le decisioni difficili. E in tal senso Marcello Pittella un paio di giorni fa ha detto di essere pronto a fare il suo. Ovviamente non può fare tutto da solo. In questo viene in mente quello che scrisse Erminio Restaino un paio di mesi fa. Lui auspicava che Marcello Pittella assumesse il ruolo di regista. Evidentemente servono che anche altri inizino a mostrare di avere “visione”. Oggi comunque inizia il dibattito vero. E’ già qualcosa. 

s.santoro@luedi.it

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