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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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Il percorso alla scoperta dell’Europa è arrivato alla lettera I: facciamo un po’ di chiarezza sulle Istituzioni europee. Cogliendo un parallelismo molto calzante, presente nel testo di Boscarol e Vissol che ispira questa rubrica, pensiamo all’Unione europea come a un albero con radici molto profonde.

I rami, gli Stati Membri, sono uniti dalle parti comuni, tronco e radici, che rappresentano le varie Istituzioni europee.

Partiamo dal basso ed incontriamo l’unica istituzione eletta a suffragio universale dai cittadini di tutti gli Stati Membri, il suo mandato dura cinque anni ed è appena stato rinnovato. Ovviamente faccio riferimento al Parlamento Europeo, con sede a Bruxelles ed a Strasburgo (da tempo si prova ad accorparle, ma le resistenze della Francia hanno avuto la meglio fino ad oggi).

Il PE, appena rinnovato, ha tre principali funzioni: discutere e approvare le normative europee insieme al Consiglio, controllare le altre istituzioni dell'UE, in particolare la Commissione, per accertarsi che agiscano democraticamente, discutere e adottare il bilancio comunitario insieme al Consiglio.

Il Trattato di Lisbona ha aumentato sia i poteri che le responsabilità dei nostri rappresentanti: dal punto di vista legislativo ha un grande impatto su temi come agricoltura, energia, immigrazione, giustizia e affari interni, salute e fondi strutturali, ed è diventato fondamentale anche per approvare tutti gli accordi internazionali.

Le decisioni del Parlamento avranno un impatto più che mai diretto sulla vita dei cittadini e i deputati avranno anche più responsabilità verso le altre istituzioni dell’Unione; il Trattato conferisce al Parlamento anche il diritto di proporre modifiche ai trattati.

Il tronco dell’albero è rappresentato dalla Commissione Europea, una sorta di governo che cura e difende gli interessi dell’Unione e gestisce le politiche in quanto dalle varie Direzioni Generali nascono le proposte per le nuove normative europee. E’ composta da ventotto segretari, uno per ogni Stato membro e ciascuno con una delega diversa, gestisce il lavoro quotidiano per l'attuazione delle politiche UE e l'assegnazione dei fondi.

Il prossimo presidente dovrebbe essere Jean Claude Junker, indicato dal PPE vincitore delle ultime elezioni, ma stiamo assistendo ad una serie di trattative che potrebbero cambiare questo esito che il giorno dopo il voto appariva scontato.

 Ma cosa fa la Commissione Europea? propone atti legislativi al Parlamento e al Consiglio, gestisce il bilancio dell'UE e attribuisce i finanziamenti, vigila sull'applicazione del diritto dell’UE (congiuntamente alla Corte di giustizia), rappresenta l'Unione europea a livello internazionale, per esempio nei negoziati con paesi terzi per la conclusione di accordi.

La Corona dell’albero è rappresentata dal Consiglio Europeo, che riunisce i leader politici nazionali di ciascuno Stato membro e fissa le priorità politiche e dà l'impulso necessario al loro sviluppo. Oltre ad i Capi di Stato, è composto dal presidente (attualmente Herman Van Rompuy) e dal presidente della Commissione.

Differisce dal Consiglio dell’Unione europea perché quest’ultimo, insieme al Parlamento europeo, esercita poteri legislativi e di bilancio e svolge funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento.

 È composto dai ministri degli stati membri (che cambiano in base alla materia su cui si dibatte) autorizzati a contrarre impegni a nome dei rispettivi governi. I membri del Consiglio rispondono democraticamente ai loro parlamenti nazionali.

Per completezza, tra le Istituzioni europee vanno annoverate anche le due Corti, di Giustizia e dei Conti (su cui torneremo) e la BCE, della quale ho scritto alla lettera B. Dall’albero appena descritto, cerchiamo di far germogliare buoni frutti; l’Europa è più vicina di quanto crediamo.

 

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