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Dario De Luca a lavoro sulla maggioranza
Nel centrosinistra si studia la sconfitta

Basilicata

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«Luigi Petrone, persona degnissima, che probabilmente ha pagato il fatto di essere sostenuto dagli apparati politici che hanno già governato, senza successo, la città»: lo ha detto il sindaco di Potenza, Dario De Luca (centrodestra), riferendosi all’avversario, candidato del centrosinistra, battuto ieri al ballottaggio, a cui era arrivato con un netto vantaggio proprio sul neosindaco, che gli ha espresso «estrema stima».

De Luca ha rivolto tre grazie ai suoi 16.293 elettori e ha spiegato di voler «ripristinare una "città normale"» con una «effettiva inversione di rotta rispetto a quando fatto, o
meglio non fatto, negli ultimi lustri», annunciando che «l«ascoltò guiderà il mio mandato» e ringraziando i partiti che lo hanno sostenuto «ed anche quelli che dichiarando di non sostenermi hanno, verosimilmente, favorito la mia vittoria».

Infine, il sindaco si è rivolto ai dipendenti comunali chiedendo loro «fin da ora collaborazione, lealtà e rispetto. Io ne darò a mia volta».

 

De Luca, che sta valutando un ricorso per avere una maggioranza omogenea, ha comunque subito detto di voler «costituire una maggioranza che vada al di là degli schieramenti» e ha già aperto le porte al suo avversario come presidente del consiglio comunale. Il neosindaco - che ha anche annunciato di voler costituire una giunta composta per  metà da donne - è stato il primo ad essere sorpreso dalle dimensioni del suo successo, che egli stesso non si aspettava tanto netto: ha parlato chiaramente di «voto trasversale», facendo capire di aver raccolto consensi non solo nel suo schieramento (peraltro, non tutto convintamente dalla sua parte).

E il centrosinistra? Sotto shock. Le cose, per Petrone, si sono messe subito male e sono andate peggiorando durante lo scrutinio, al punto che i sostenitori di De Luca hanno presto cominciato a festeggiare (il suo successo è stato sottolineato oggi anche da esponenti nazionali del centrodestra). Come spiegare una sconfitta tanto dura e non prevista?

L'astensionismo - che pure si è fatto sentire, dal momento che i votanti sono stati il 48,3 per cento (il 25 maggio furono il 75,1%) - da solo spiega male, considerato che, di solito, gli elettori di centrosinistra sono i più «disciplinati». Del resto, dal centrosinistra (e dal Pd, in particolare) i tentativi di spiegazione si sono contati sulle dita di una sola mano e anche sui social il «silenzio» ha dominato. 

Il presidente della Regione, Marcello Pittella (Pd), complimentandosi con De Luca in un tweet, ha detto che «la sconfitta del centrosinistra deve indurci all’unità», forse quella che è mancata ieri sera, dopo un primo turno travolgente.

 

 

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