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La svolta di Potenza
Giunta senza colore politico e nuove deleghe

Basilicata

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POTENZA - Per il nuovo sindaco De Luca la festa è già finita. La vera battaglia, quella più complicata, inizia ora, precisamente da oggi. Quando il neo sindaco prenderà per prima volta in mano i libri contabili del Comune di Potenza. Archiviata la gioia per la vittoria straordinaria della scorsa domenica, con la sola pausa di ieri fuori regione per precedenti impegni familiari, l’ingegnere è già al lavoro. Il Comune si trova in stato di emergenza e ha bisogno di risposte immediate. E a dispetto di un’affermazione al ballottaggio per i più del tutto inattesa, De Luca sembra avere già alcune idee ben chiare sull’immediato da farsi. Innanzi tutto la composizione della Giunta. Secondo gli impegni assunti nella prima conferenza stampa da sindaco eletto, l’esecutivo verrà nominato nel giro di dieci giorni. Si sta guardando intorno, l’ingegnere catapultato direttamente dal suo ufficio di via Nazario Sauro al Palazzo di città. A caccia di profili «altamente qualificati» per comporre la sua squadra. «Persone competenti e per bene - spiega lui - Che vengano percepite così soprattutto dai cittadini. In grado di affrontare le emergenze che presto ci troveremo davanti». Insomma, «una Giunta di alto profilo».

Sta valutando alcuni nomi. Pensa anche ad esterni, ma non solo. «Soprattutto - preannuncia lui - nella scelta della squadra non farò alcuna distinzione di bandiera. Le differenze politiche non mi interessano. L’ho detto già in campagna elettorale e non si trattava solo di propaganda. Ci credo veramente». Di sicuro si tratterà di tre uomini e tre donne. Non sono solo i nomi oggetto delle valutazioni di queste ore. De Luca sta pensando a una riorganizzazione delle deleghe. «Per ottimizzare il lavoro», dice lui. Tra le ipotesi in campo quello di un assessorato specifico all’Università. Per rilanciare l’ateneo lucano, ma soprattutto nell’ottica  di una maggiore integrazione con il territorio. L’altra ipotesi in campo, invece, è quella di un assessorato a Bucaletto. In questo l’impegno assunto dal neo primo cittadino è stato molto chiaro: «Quel quartiere è una vergogna. Al termine del mio mandato non ci sarà più un solo prefabbricato».

Una ripartizione così specifica, però - precisa lui - al momento resta solo un’ipotesi. «Ritengo che per gli assessori sia necessario avere una visione integrale dei settori. Per questo, forse, un’eccessiva parcellizzazione potrebbe rivelarsi poco funzionale».

Al momento, però, il più grande ostacolo sul cammino del nuovo sindaco resta il governo della città con soli cinque uomini in Consiglio e una maggioranza di altro colore politico. De Luca insiste sugli scenari inediti che potrebbe aprirsi con l’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato che prevede una riassegnazione del premio di maggioranza sulla base dei risultati del ballottaggio. Nel caso contrario, l’ingegnere conta comunque di andare avanti. Non con accordi e alleanze politiche.  Ma incassando il consenso quanto più trasversale possibile, per una maggioranza per così dire programmatica. Il sindaco annuncia un documento di priorità, «aperto al contributo di tutti»,  da affrontare e da sottoporre subito all’approvazione del Consiglio. Consapevole tra gli atti più imminenti e più scivolosi, il vero banco di prova sarà rappresentato dall’analisi in aula del bilancio di un Comune a un passo dal dissesto. «Chiaramente - dice lui - come prima cosa dobbiamo renderci conto della reale situazione per capire quali possano essere le possibili soluzioni per venirne fuori». Lo aveva detto nei confronti elettorali e lo ha ribadito anche ieri: «Potenza non può essere lasciata da solo in un momento così difficile». Tra i primi appuntamenti, De Luca mette in programma la visita al governatore Pittella. «Non solo come atto formale- istituzionale, ma per chiedere che anche la Regione faccia la sua parte per il risamento del capoluogo. Insieme dobbiamo valutare quali possano essere le strade da percorrere».

m.labanca@luedi.it

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