Salta al contenuto principale

Magorno avvia anche in Calabria la rottamazione nel Pd
«Alla Regione un candidato lontano dai blocchi di potere»

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 25 secondi

FRECCIATINE a chi lavora per dividere il partito e pugno di ferro per rompere quei blocchi di potere che minano il futuro della Calabria. In un'intervista rilasciata ad Adriano Mollo sul Quotidiano, Ernesto Magorno non nasconde la difficoltà della sua segreteria a gestire un partito rissoso a cui il commissariamento non ha insegnato nulla. Mancando i luoghi del confronto di fatto ci sono due partiti, uno “renziano” e l'altro “non renziano” che si combattono come avversari. Dirigenti – spiega Magorno - che si mobilitano per il potere (primarie) e non per i problemi dei calabresi. E se i calabresi «nutrono speranza» in Matteo Renzi come si è visto con le elezioni europee, «ora tocca ai calabresi dimostrare di essere capaci di cambiare profondamente in maniera radicale». 

LEGGI L'ARTICOLO: I NOMI DEI POTENZIALI CANDIDATI ALLA REGIONE

Magorno ammette che la sconfitta di Rende (LEGGI), città da 62 anni in mano ai socialisti, è «difficile da metabilizzare» perché colpisce un «fiore all'occhiello del riformismo calabrese». E ora chiede una scossa all'insegna dell'unità interna: «Il cambiamento, in Calabria,  significa rompere quei blocchi di potere che  si sono sedimentati nel corso degli anni». Tanto che sul candidato alla presidenza della Regiona nnuncia: «Il Pd calabrese presenterà un candidato avulso e  distante  da quei blocchi di potere a cui facevo prima riferimento e allo stesso modo liste profondamente ed autenticamente rinnovate, che segneranno una netta discontinuità con il sistema che finora ha governato in Calabria».

L'INTERVISTA COMPLETA SULL'EDIZIONE CARTACEA DEL QUOTIDIANO ACQUISTABILE IN EDICOLA O CONSULTABILE ONLINE CLICCANDO QUI

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?