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Il congresso e i dolori del Pd
La parola d’ordine ora è unità

Basilicata

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POTENZA - Tutto bene quel che finisce bene. E  bene dovrebbe essere la ritrovata unita del Pd di Basilicata sul prossimo congresso regionale. Ma come tutte le cose dal dire al fare ... . Il Partito democratico ha deciso di svolgere il congresso regionale il priossimo 12 di luglio. Tra un mese. Una data intermedia: non vicina ma nemmeno lontana.

Al momento i candidati alla segreteria sono tre: Dino Paradiso (Civati), Antonio Luongo (ex  Cuperlo - Bersani) e Luca Braia (Renzi). E sono loro che si giocheranno la partita alle primarie. E non c’è dubbio che sarebbe una sfida vera combattuta fino all’ultimo voto. Per evitare il bagno di sangue la Direzione del Pd (guidata ancora dal segretario in carica Vito De Filippo) ha dato mandato a un triumvirato  di trovare il nome giusto per mettere tutti d’accordo. I tre hanno una settimana circa per tentare l’impresa. E i tre sono lo stesso De Filippo, il presidente della Regione Marcello Pittella e il capogruppo alla Camera dei deputati, Roberto Speranza. Ma su quali basi non è ancora chiaro. In ogni caso si parte dalla disponibilità di Luongo a fare un passo indietro. Non ci fosse stata quest’azione non si sarebbe nemmeno partiti nel tenativo. Disponibilità al dialogo è stata percepita anche nelle parole di Paradiso. Diversa la posizione di Braia che durante la Direzione è sembrato meno disponibile a trattare. Ma il fatto che Marcello Pittella si sieda al tavolo della trattativa vuol dire che almeno in  teoria il passo indietro di Braia è possibile (e forse già accettato a Roma).

Ma rimane il difficile: come si mettono insieme 12 mesi di scontri intestini e necessità di fare sintesi? Di certo Renzi vuol mettere la “bandierina” sulla segreteria della Basilicata. Non è un mistero. Quindi l’unità dovrebbe passare quindi dalla candidatura unitaria di un renziano: di prima, seconda o terza ora non conta. Purchè allo scorso congresso nazionale abbia votato Renzi. Ma non Braia. Sarebbe la soluzione più scontata visto anche l’appoggio di  Lotti. Ma le ipotesi scontate non sempre sono quelle percorribili. L’unità si trova su una divisione di postazioni. In tal senso l’apertura del governatore Pittella al rimpasto di giunta è un primo tassello. Con due assessori in quota presidente della Regione (con la conferma di due su quattro degli attuali) e due “concessi” all’area democratica che alle primarie per la regione stava con Lacorazza un accordo potrebbe essere trovato. Ma rimane il segretario. Braia viene considerato, dalla parte antagonista al governatore, troppo spostato sui Pittella. Ed è questo il nodo da sciogliere. E non è un nodo da poco.

La soluzione potrebbe essere trovata con un segretario renziano ma gradito anche all’area ex Cuperlo - Bersani. Un rebus in tal senso. Una sponda potrebbe arrivare dalla proposta dello stesso governatore ratificata in Direzione: magari un segretario solo per due anni. Insomma un segretario “buono” ma non “ingombrante”. Si vedrà. C’è ancora da tessere tela.

Ad ogni modo i primi nomi sono già sul tavolo. Si parla di Arduino Lospino. Gia ex segretario regionale è uno dei fedelissimi di Margiotta (quindi renziano) ma con un buon rapporto con Speranza. Sulla stessa logica circola anche il nome di Maura Locantore che però non viene nemmeno presa in considerazione dalla Bersani - Cuperlo per via di una lettera che la stessa Locantore pubblicò nella quale attaccava in maniera durissima Speranza.

Si fanno anche i nomi quindi di Antonello Molinari (anche lui ha votato Renzi al congresso) che potrebbe essere gradito agli ex diessini ma forse non a Margiotta: il rapporto tra i due si è molto raffreddato. Infine c’è l’ipotesi di Pasquina Bona che però non ha (almeno per ora) grandi sponsor alle spalle.

s.santoro@luedi.it

 

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