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Giunta tecnica di soli esterni
Il sindaco sceglierà d a una lista di 15 nomi

Basilicata

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POTENZA - Quindici nomi. Nella lista che già ieri mattina il neo sindaco Dario De Luca custodiva gelosamente nella tasca della sua giacca, nel corso della conferenza stampa dei Popolari per l’Italia. Sono quelli dei papabili assessori (dovrebbero passare da 8 a 6) per la Giunta di Potenza. Che per ora rimangono top secret. Per quanto De Luca in conferenza abbia parlato anche di interni, secondo autorevoli indiscrezioni sarà un esecutivo tecnico di soli esterni. Nomi della società civile. «Profili altamente qualificati», precisa lui. «Prendetela come un atto di egoismo. Ho bisogno di persone che siano in grado di affiancarmi con serietà e competenza nei settori loro assegnati. Perché le emergenze di questa città sono veramente tante». Il neo primo cittadino di Potenza spiega anche cosa intenda per Giunta senza colori politici: «Per dirla con parole semplici, sono sicuro che tra i nomi che sto considerando in queste ore ce ne sono anche alcuni che di certo non hanno votato per me. Ma questo mi interesse veramente poco. Perché al primo posto c’è da fare il bene di questa città». Per questo De Luca non teme nemmeno i difficili equilibri di governo. «Ho guardato i visi di molti nuovi eletti. Sono tutte persone che hanno voglia di lavorare bene. Mi affido soprattutto al senso di responsabilità di ognuno». Poi aggiunge: «Ho avuto modo di incontrare anche consiglieri eletti nel centrosinistra, che conosco da tempo. Mi hanno espresso la loro stima. So che questo non si traduce automaticamente in sostegno. Ma, ripeto, confido soprattutto nel fatto che a prevalere sia la voglia di lavorare bene per il capoluogo». Quello che invece il primo cittadino realmente teme è che nella rosa degli esterni su cui lui ha messo gli occhi «molti possano dire no». «Perché si tratta – aggiunge ancora l'ingegnere  – di professionisti impegnati. E al momento quello da assessore è un incarico full time. Per fortuna i bravi professionisti di questa terra sono tanti. C'è da lavorare molto. Le problematicità della città sono troppe. E spero di riuscire a parlare al loro spirito civico, così com’è stato per me». A partire proprio da quelle finanziarie. De Luca ha già avuto un primo confronto con l’assessore uscente al Bilancio, Federico Pace. «Ci sono grossi problemi di liquidità. Se il trasferimento regionale dovrebbe consentirci di chiudere il conto consuntivo senza troppe criticità, il problema è rappresentato proprio dalla mancanza di risorse fresche da poter spendere. Da mesi si naviga a vista». Il primo cittadino non sa dirlo ancora con certezza («ancora non siamo scesi così nel dettaglio»), ma non esclude nemmeno che presto ci potrebbero essere grossi problemi anche per il pagamento degli stipendi dei dipendenti. Colpa del rinvio del pagamento della Tasi a settembre. Che toglie dalle casse comunali ben 28 milioni di euro. Lo spiraglio potrebbe essere aperto da un'anticipazione da Roma. Ma non è detto che questo accada. Ad ogni modo – aggiunge il sindaco – «nei giorni prossimi saremo in grado di fare un quadro più completo sulle reale situazione delle casse dell'ente grazie ai nostri tecnici». Il nuovo esecutivo arriverà al massimo entro la fine della prossima settimana. Quando dovrebbe esserci anche la proclamazione degli eletti. E lui assicura che di non aver avuto alcun condizionamento dai partiti, né da parte di Fratelli d'Italia che dei Popolari per l'Italia.

«Ho massima libertà. L'ho detto in campagna elettorale ed era vero: è questa la differenza tra me e Petrone».

E il consigliere regionale, Aurelio Pace, conferma: «Da parte nostra è stata garantita la massima autonomia delle scelte».

Sui difficili equilibri del Consiglio comunale, De Luca ribadisce la linea: «Chiederò l’appoggio sul programma che porterò in aula. Non un programma a scatola chiusa, ma aperto ai diversi contributi, che io valuterò. Se devo essere sincero sono convinto che troveremo un’intesa. Non trovarla vuol dire non voler bene a Potenza».

Fermo restando che rimane aperta la via del ricorso al Tar per l’assegnazione del premio di maggioranza. «Non è detto che ci ritroveremo in un Consiglio completamente ridisegnato. Anche in quel caso però la Giunta rimarrà esattamente la stessa».

L’ingegnere che sembra sempre più a suo agio nei panni di sindaco le ultime battute le dedica a scambi  simpatici con i giornalisti: «Pentito dopo soli quattro giorni dall’elezione? Devo dire che la sincope mi era già venuta allo spoglio della terza sezione. Sapevo che avrei fatto un buon risultato perché lo avevo percepito da come la città di aveva reagito. Ma, in tutta sincerità, credevo che il rapporto tra me e Petrone fosse specularmente opposto. Allo spoglio della terza sezione ho capito che il sindaco sarei stato così. Molte foto mi hanno ripreso mentre festeggiavo con lo spumante. In realtà – conclude lui scherzando – bevevo già per dimenticare». 

m.labanca@luedi.it

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