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Diktat dei segretari
Il Pd lucano ordina il silenzio

Basilicata

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POTENZA - L’aria è così tesa che al Pd lucano non sono gradite neanche le esternazioni con la stampa. 
L’ordine è tenere le bocche cucite fine alla direzione cittadina convocata per lunedì prossimo. Quando finalmente l’analisi del disastroso risultato delle amministrative di domenica scorsa approderà nella sede giusta. 
Al telefono, nella giornata di ieri, tutti hanno negato commenti. Poi l’indiscrezione che ha confermato l’indizio: l’“invito” a tutti i dirigenti del partito a evitare dichiarazioni, sarebbe arrivato tramite una lettera a firma dei tre segretari, De Filippo, Molinari e Iudicello. 
Il segnale evidente di un’estrema debolezza per le ferite ancora sanguinanti dopo l’inaspettata e dolorosa debacle del voto cittadino. 
Tanto che anche la discussione sul congresso regionale che nei giorni precedenti al ballottaggio sembrava ormai aver prevalso, ha subito un nuovo stop.
Ancora una volta i democratici scelgono di trincerarsi nel silenzio. Quasi come a voler difendere il cadavere di un partito dilaniato da attacchi di eventuali avvoltoi. 
Come se il partito non fosse tenuto a dar conto di quello che è accaduto nemmeno ai suoi elettori. 
Il primo a negarsi rispetto alle domande della stampa, era stato proprio lui, il sottosegretario e segretario regionale De Filippo, che già a caldo aveva liquidato la questione con un secco: «Abbiamo perso».
Le cronache degli ultimi giorni avrebbe aggravato la sensazione di trovarsi impreparati a fronteggiare la sconfitta. 
Soprattutto, i tre segretari non avrebbero gradito le dichiarazioni rilasciate da alcuni responsabili del Pd lucano in questi giorni. 
Le esternazioni del clima da caccia alle streghe registrato nell’ultima direzione regionale, i commenti su facebook prima del presidente Pittella, poi del consigliere Polese, le fughe in avanti di chi in queste ore dall’interno del partito ha provato a parlare delle possibili condizioni per un’intesa con il sindaco De Luca. 
Quindi il richiamo dall’alto: solo la direzione cittadina è titolata a definire quella che dovrà essere la linea. 
Prima di allora, nessuna altra informazione deve trapelare. I panni sporchi si lavano in famiglia. Individualismi non possono essere tollerati, non, evidentemente, in questo momento. 
Ma il diktat ha sicuramente contribuito a rendere ancora più roventi gli animi, che già nella direzione regionale avevano dato prova del fuoco che cova sotto la cenere. 
In attesa di quella di lunedi che si annuncia come un vero e proprio regolamento di conti. In cui qualcuno si potrebbe presentarsi con il fiammifero acceso, pronto a far esplodere il fuoco.
Non è escluso che possa arrivare la richiesta di immolare qualche testa, per ripulire l’immagine del partito dall’onta subita. 
Come quella del segretario cittadino, Iudicello, nel frattempo eletto in Consiglio comunale. 

 

m.labanca@luedi.it

 

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