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L’anatra zoppa resta un problema a Potenza
Ma si può evitare

Basilicata

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POTENZA - La questione governabilità è il primo grande scoglio per la prossima amministrazione guidata da De Luca. Il problema dell’anatra zoppa, il numero enorme di preferenze per i consiglieri di centrosinistra ora confluiti nella minoranza, il rischio inciuci, sono tutti problemi all’ordina del giorno.

Ma nell’intervista che pochi giorni fa Dino Bellettieri ha rilasciato al Quotidiano si fa riferimento ad un caso particolare, quello di Ventimiglia, dove all’ultima tornata elettorale si sono presentati più o meno gli stessi problemi che attualmente attanagliano la maggioranza eletta del capoluogo. E c’è un problema di governabilità che il nuovo sindaco sta cercando di evitare, affidando ad un amministrativista la patata bollente. In pratica bisognerà capire se potrà esserci una maggioranza a sostegno del sindaco o ci si dovrà affidare anche ad altri partiti e quindi annunciare le larghe intese anche qui a Potenza. Larghe intese che, però, non sembrano preoccupare molto i neo eletti consiglieri comunali in seno alla maggioranza. Già la notte stessa della vittoria al problema dell’anatra zoppa consiglieri come Galella e Morlino hanno chiaramente detto che non ci sarà alcun problema nel confrotnarsi sui temi della città anche in maniera ampia e condivisa. Ma non si può certamente dire che in questo modo si riuscirà a governare senza troppi scontri tra maggioranza ed opposizione. Dunque c’è da trovare una soluzione che a quanto pare sta proprio in quel caso Ventimiglia sbandierato nelle ultime settimane al solo sentire parlare di anatra zoppa.

De Luca nella conferenza stampa indetta il giorno successivo al ballottaggio ha detto chiaramente di voler interloquire con tutti i gruppi consiliari, superando la distinzione tra maggioranza ed opposizione. E questa è già una lezione da tenere a mente nei prossimi anni. «Tutti i candidati portavano avanti un’istanza di cambiamento» dice De Luca e questo potrebbe essere un modo per poterla mettere in pratica. Ma il problema del premio di maggioranza resta, perché è vero che si potrà imbastire un dialogo costruttivo con tutte le forze politiche, ma un sindaco a bisogno di una maggioranza solida che non lo lasci per strada a metà del percorso.

IL CASO VENTIMIGLIA - In provincia di Imperia la questione è sembrata praticamente identica a quanto è accaduto a Potenza. Al primo turno la coalizione di centrodestra con in testa il candidato sindaco Giovanni Ballestra ha incassato il 50,59%, il 47,91% invece solo il sindaco. Dall’altra parte la coalizione di centrosinistra composta da due sole liste e con in testa Enrico Ioculano ha incassato il 20,91% dei voti di lista e il 21,51% di preferenze per il candidato sindaco.

Ma è al ballottaggio che le cose sono state rovesciate. Al secondo turno infatti il candidato del centrosinistra ha superato il suo contendente. Alla fine è stato proclamato sindaco Enrico Ioculano con il 55,81% delle preferenze mentre Giovanni Ballestra si è fermato al 44,19.

Dunque la situazione finale prevedeva la maggioranza consiliare di centrodestra con un sindaco di centrosinistra: classico caso di anatra zoppa. Ma il Consiglio di Stato in questo caso ha valutato soltanto gli effetti del voto del secondo turno, assegnando venti seggi totali al centrosinistra e sei seggi al centrodestra.

Dunque c’è un precedente sulla questione governabilità che potrebbe applicarsi anche a Potenza, bisognerà però attendere la proclamazione degli eletti per capire che tipo di composizione avrà il consiglio comunale. Certamente una situazione del genere potrebbe creare non pochi mal di pancia soprattutto all’interno del Pd, che si dice già pronto ad un eventuale ricorso urgente a Tar in caso di assegnazione del premio di maggioranza a De Luca. Ma i tempi sarebbero comunque mediamente lunghi, dando comunque la possibilità a De Luca di governare senza intoppi di natura elettorale.

v. p.

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