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Congresso, impasse e tatticismi
E nessuno parla del partito che propone

Basilicata

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SE Piero Lacorazza abbia realmente intenzione di andare fino in fondo  in un’eventuale candidatura alla segreteria regionale del partito è ancora tutto da vedere. Ma il tema politico c’è tutto e continua ad agitare dirigenti e iscritti del Partito democratico che  soprattutto sui social network continuano a darsi battaglia. Ancor di più adesso che il presidente del Consiglio regionale è tornato a esprimere la sua posizione con tanto vigore, risvegliando gli animi di chi è convinto che il congresso non si possa celebrare in queste condizioni: le candidature vanno riaperte.

Impensabile - per l’ex presidente della Provincia e non solo per lui - votare a luglio con candidature bloccate allo scorso febbraio. Lacorazza va oltre. E sul tema, dalla sua bacheca facebook, chiede confronto, il più ampio dibattito possibile, con il coinvolgimento di circoli e territori. Con un invito che arriva forse con troppo ritardo, visto che la direzione regionale del partito che si è riunita la scorsa settimana ha fissato la data per il prossimo 12 luglio, senza porre la questione della riapertura dei termini. Fermo restando che una revisione in corsa delle regole dovrebbe avere comunque l’ok da Roma - che però fino a ora non si è mostrata molto tollerante rispetto alle turbolenze che continuano a imperversare nel partito lucano - resta da capire se gioverebbe davvero procedere in questa direzione. E’ chiaro che - al di là delle buone motivazioni che potrebbero  sottendere alla scelta di eleggere del nuovo segretario garantendo la massima apertura possibile - si tratta dell’ennesimo scontro di posizione giocato sugli quegli stessi tatticissismi politici che fino a ora non hanno portato troppo bene ai democratici lucani.

E’ questo che continua a contraddistinguere anche le ultime fasi precongressuali. In cui si è registrata pure quella sorta di “minaccia” lanciata da Folino e Lacorazza di spostarsi sul candidato civatiano Paradiso per impedire l’elezione del segretario al primo turno.

 C’è da dire che molto dipenderà anche da quella difficile mediazione su una possibile candidatura unica che stanno tentando i tre triumviri incaricati al termine dell’ultima direzione regionale, De Filippo, Pittella e Speranza. In modo da superare lo scontro diretto che si aprirebbe tra i tre aspiranti segretario attualmente in ballo: Antonio Luongo e Dino Paradiso e Luca Braia. Giocando anche con le tessere del puzzle del rimpasto di Giunta che il governatore Pittella ha messo sul tavolo delle trattative. Tentativo che però al momento non sembra aver dato buoni frutti.

Non è un segreto che il più ostinato tra i tre sia proprio Braia, che ad oggi difficilmente sarebbe disponibile a un passo indietro.

Gli “addetti” alla mediazione per la candidatura unica - stando ai tempi che erano stati individuati in direzione che dovevano concludersi nel giro di una settimana - avrebbero a disposizione ancora poche ore. E lì dove il tentativo di mediazione dovesse andare definitivamente in fumo, probabilmente crescerebbe il fronte di coloro che chiedono una riapertura dei termini. Possibilità su cui sempre  Braia fino ad adesso si è detto assolutamente contrario, con una posizione che in questo caso troverebbe probabilmente meno sponde. E lì dove ci dovesse essere davvero la candidatura del presidente del Consiglio regionale, probabilmente lo stesso Pittella avrebbe molte più difficoltà a sostenere l’ex assessore regionale per la corsa alla segreteria. 

Nel frattempo, però, nessuno parla di quello che dovrebbe essere il tema vero: le proposte per il pd lucano che sarà.

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