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Il presidente Stella
e la trasformazione dell’ente di via Ridola

Basilicata

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MATERA - Ha appena terminato la seduta di giunta, la sua scrivania è come sempre piena di carte in un ordine che solo lui conosce.

Il presidente della Provincia Franco Stella sta per affrontare la seduta del consiglio che sancirà il passaggio dell’ente sotto la scure del decreto Delrio.

E’ una fine o un inizio?

«E’ un dato di continuità assoluta  - esordisce -non vogliamo cambiare metodo nè sostanza. C’è quiesta novità importante che ci affida un incarico temporale di traghettamento dell’ente costituzionale che è la Provincia in un ente di secondo livello. Una parte delle modifiche è già stata apportata - spiega ancora - altre le attendiamo ancora. Vedremo cosa  nelle prossime settimane; siamo molto sereni. Nell’ultima giunta di oggi (ieri, ndr.) abbiamo assunto decisioni importanti sulla gestione delle risorse umane  e su altri aspetti relativi alla definizione degli assett del nostro ente. Da oggi ci dedicheremo gratuitamente ad amministrare l’ente. E’ una cosa che non ci  spaventa - tiene subito a chiarire - naturalmente ci sarà qualche cambiamento solo per chi, tra noi, è dipendente e dovrà tornare al proprio lavoro ma l’impegno  in termini di risultati e concretezza sarà sempre uguale».

Impossibile non chiedere se questa rilettura dell’impegno, nel caso di Franco Stella, non corisponda all’impegno elettorale in vista delle comunali del 2015. «Ci pensremo al momento giusto. Ognuno di noi ha aspirazioni, ma in questo momento il traguardo è condurre  in porto il mandato che ci è stato conferito da una legge dello Stato». E sul bilancio di questi anni aggiunge: «Sono stati cinque con forti preoccupazioni che hanno comunque consentito a questa amministrazione di raggiungere  obiettivi significativi. Siamo un ente sano con i conti in ordine in cui tutti hanno fatto a pieno il proprio dovere.  E’ il risultato della maggioranza, dei dirigenti e dei dipendenti oltre alla condivisione con la minoranza con cui c’è sempre stato un dialogo aperto. Non va dimenticato che negli ultimi tre anni e mezzo abbiamo avuto una riduzione dei trasferimenti pari a 20 milioni. Non abbiamo per questo ridotto il trasporto scolastico o i  servizi di primaria importanza. Abbiamo ridotto già nel 2009 molte spese tra cui auto blu e vigilanza senza aumentare le tasse». E il Governo Renzi? «In questo momento penso solo ai tagli con ulteriori 440 milioni sugli enti locali». Interviene l’assessore Rondinone che aggiunge: «Pensate ai famosi 80 euro di Renzi. Un miliardo e mezzo di questa cifra è sostenuto degli enti locali. Entro  il 31 luglio la Provincia invierà un mandato di 2,5 milioni al Governo». Difficile accettare questo provvedimento anche per il segretario generale Carmela Gerardi  che sottolinea: «Questa è una riforma raffazzonata, come ho sostenuto dal primo momento. In vista ci saranno una serie di disservizi notevoli e a pagare saranno i cittadini. Non  mi identifico nei fannulloni di Brunetta prima e nei dipendenti da mettere in mobilità ora».

Pur con la consueta discrezione che l’ha sempre caratterizzata, Carmela Gerardi, però, non trascura il suo bilancio personale: «E’ stata un’esperienza positiva soprattutto sotto il profilo professionale». La giunta è conclusa, ci si trasferisce nella sala consiliare fra pacche sulle spalle e frasi fintamente allegre.

Pur uscendone istituzionalmente, si può entrare nella storia di un Paese e di una regione.

a.ciervo@luedi.it

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